L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici sta compromettendo la resilienza degli ecosistemi forestali europei, rendendo sempre più necessarie strategie di ripristino efficaci e sostenibili. In questo contesto, la rinnovazione artificiale rappresenta uno degli approcci più utilizzati dopo eventi di disturbo su larga scala, come gli schianti da vento. Tuttavia, le pratiche vivaistiche tradizionali basate sull’impiego di substrati a base di torba presentano criticità ambientali significative, legate soprattutto all’elevato impatto associato alla sua estrazione. Di conseguenza, vi è un crescente interesse verso l’utilizzo di substrati alternativi e maggiormente sostenibili, in linea con gli obiettivi europei di mitigazione climatica e gestione sostenibile delle risorse.Lo studio valuta l’impatto ambientale della produzione vivaistica di semenzali di faggio (Fagus sylvatica L.) mediante analisi Life Cycle Assessment (LCA), secondo gli standard ISO 14040 e ISO 14044, con approccio cradle-to-gate. Nello specifico, sono stati confrontati un substrato tradizionale a base di torba (Brill® Special Plus) e un substrato a base di fibra di cocco (Grotec® Special F20).Le piantine sono state prodotte presso il vivaio forestale “Pian dei Spini” (BL), a partire da sementi raccolte in tre faggete da seme situate nel comune di Lusiana Conco (VI). I semi, precedentemente sottoposti a stratificazione fredda, sono stati seminati a maggio 2025 e coltivati in contenitori alveolari secondo le pratiche standard del vivaio.Lo stato fisiologico delle piante è stato valutato determinando il contenuto di pigmenti fogliari (clorofille, flavonoli, antociani), la conduttanza stomatica e l’efficienza fotochimica del fotosistema II. Le rilevazioni sono state effettuate in tre diverse date nel periodo giugno-settembre 2025. Contestualmente, sono stati rilevati i parametri biometrici delle piantine (altezza e numero di foglie) in ciascuna data di misura. Inoltre, a fine stagione è stato effettuato un campionamento distruttivo per valutare l’area fogliare, la concentrazione di macro e microelementi nella foglia e la biomassa radicale e lo stato di micorrizazione.L’analisi LCA ha evidenziato una riduzione dell’impatto ambientale complessivo associato all’utilizzo del substrato a base di fibra di cocco rispetto al substrato torboso convenzionale. Allo stesso tempo, i risultati mostrano che i semenzali coltivati sul substrato a base di fibra di cocco hanno registrato una crescita maggiore in termini di altezza e numero di foglie prodotte, associata a valori più elevati del tasso di trasporto degli elettroni del fotosistema II in luglio, rispetto alle piante coltivate sul substrato a base di torba. Inoltre, i semenzali coltivati su fibra di cocco hanno mostrato una maggiore biomassa radicale e una concentrazione più alta di alcuni nutrenti nella foglia. L’impiego di substrati a base di fibra di cocco come alternativa alla torba è risultata una soluzione efficace per coniugare sostenibilità ambientale e qualità del materiale vivaistico destinato agli interventi di riforestazione. Tali evidenze risultano particolarmente rilevanti nell’ambito delle future strategie di restauro forestale e adattamento ai cambiamenti climatici.
Dalla torba alla fibra di cocco nella vivaistica forestale: analisi LCA e valutazione delle risposte biometriche e fisiologiche di semenzali di faggio
Ernesto Renato Bovio
;Flora Giulia Simonelli
;Michela Zanetti;Tommaso Sitzia;
2026
Abstract
L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici sta compromettendo la resilienza degli ecosistemi forestali europei, rendendo sempre più necessarie strategie di ripristino efficaci e sostenibili. In questo contesto, la rinnovazione artificiale rappresenta uno degli approcci più utilizzati dopo eventi di disturbo su larga scala, come gli schianti da vento. Tuttavia, le pratiche vivaistiche tradizionali basate sull’impiego di substrati a base di torba presentano criticità ambientali significative, legate soprattutto all’elevato impatto associato alla sua estrazione. Di conseguenza, vi è un crescente interesse verso l’utilizzo di substrati alternativi e maggiormente sostenibili, in linea con gli obiettivi europei di mitigazione climatica e gestione sostenibile delle risorse.Lo studio valuta l’impatto ambientale della produzione vivaistica di semenzali di faggio (Fagus sylvatica L.) mediante analisi Life Cycle Assessment (LCA), secondo gli standard ISO 14040 e ISO 14044, con approccio cradle-to-gate. Nello specifico, sono stati confrontati un substrato tradizionale a base di torba (Brill® Special Plus) e un substrato a base di fibra di cocco (Grotec® Special F20).Le piantine sono state prodotte presso il vivaio forestale “Pian dei Spini” (BL), a partire da sementi raccolte in tre faggete da seme situate nel comune di Lusiana Conco (VI). I semi, precedentemente sottoposti a stratificazione fredda, sono stati seminati a maggio 2025 e coltivati in contenitori alveolari secondo le pratiche standard del vivaio.Lo stato fisiologico delle piante è stato valutato determinando il contenuto di pigmenti fogliari (clorofille, flavonoli, antociani), la conduttanza stomatica e l’efficienza fotochimica del fotosistema II. Le rilevazioni sono state effettuate in tre diverse date nel periodo giugno-settembre 2025. Contestualmente, sono stati rilevati i parametri biometrici delle piantine (altezza e numero di foglie) in ciascuna data di misura. Inoltre, a fine stagione è stato effettuato un campionamento distruttivo per valutare l’area fogliare, la concentrazione di macro e microelementi nella foglia e la biomassa radicale e lo stato di micorrizazione.L’analisi LCA ha evidenziato una riduzione dell’impatto ambientale complessivo associato all’utilizzo del substrato a base di fibra di cocco rispetto al substrato torboso convenzionale. Allo stesso tempo, i risultati mostrano che i semenzali coltivati sul substrato a base di fibra di cocco hanno registrato una crescita maggiore in termini di altezza e numero di foglie prodotte, associata a valori più elevati del tasso di trasporto degli elettroni del fotosistema II in luglio, rispetto alle piante coltivate sul substrato a base di torba. Inoltre, i semenzali coltivati su fibra di cocco hanno mostrato una maggiore biomassa radicale e una concentrazione più alta di alcuni nutrenti nella foglia. L’impiego di substrati a base di fibra di cocco come alternativa alla torba è risultata una soluzione efficace per coniugare sostenibilità ambientale e qualità del materiale vivaistico destinato agli interventi di riforestazione. Tali evidenze risultano particolarmente rilevanti nell’ambito delle future strategie di restauro forestale e adattamento ai cambiamenti climatici.Pubblicazioni consigliate
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