Il saggio ricostruisce la storia, poco conosciuta ma particolarmente significativa, del legame tra il movimento di resistenza studentesca tedesca Die Weiße Rose, la Rosa bianca, e la città di Marzabotto, teatro nel 1944 di una delle più efferate stragi nazifasciste commesse in Italia durante la Seconda guerra mondiale. A differenza di quanto accaduto con altre città martiri europee, legate tra loro attraverso gemellaggi istituzionali strutturati e duraturi nell'ambito dell'Unione mondiale delle città martiri, il rapporto tra Marzabotto e Monaco di Baviera - città natale del gruppo della Rosa bianca - non assunse mai una forma ufficiale e stabile, pur mantenendo un'intensità e un significato simbolico di grande rilievo. L'articolo ripercorre innanzitutto le vicende storiche del gruppo studentesco, composto da Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Willi Graf, Alexander Schmorell e dal professore Kurt Huber, che tra il 1942 e il 1943 diffuse volantini antinazisti a Monaco, pagando con la vita il proprio coraggioso atto di resistenza al regime hitleriano. Vengono quindi analizzate le motivazioni profonde che spinsero il Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, guidato dal sindaco Dante Cruicchi, a instaurare nel 1985 un legame con questa esperienza di resistenza tedesca: da un lato il riconoscimento di valori condivisi come libertà, antifascismo e umanesimo; dall'altro la volontà di testimoniare come la tragedia vissuta dalla popolazione di Marzabotto non avesse generato un odio indiscriminato verso il popolo tedesco, distinto nettamente dall'ideologia nazista. Centrale nella narrazione è la figura di Inge Scholl, sorella maggiore di Hans e Sophie, che dopo la guerra si dedicò alla diffusione della memoria dei fratelli attraverso il celebre libro Die Weiße Rose (1952), divenuto un best seller internazionale. Fu proprio Inge Scholl a essere coinvolta nei contatti con Cruicchi, culminati nell'inaugurazione, il 5 ottobre 1985, della piazza intitolata a Hans e Sophie Scholl nel centro di Marzabotto, in occasione del quarantunesimo anniversario della strage. In questa occasione, Inge Scholl pronunciò un discorso toccante, richiamando la celebre frase di Sophie prima dell'esecuzione - "Das wird Wellen schlagen" (Questo susciterà un'onda) - che dà il titolo al saggio e ne costituisce il filo conduttore metaforico. Il testo illustra inoltre come l'incontro tra le due sensibilità abbia generato ulteriori sviluppi: la visita del sindaco di Monaco Klaus Hahnzog a Marzabotto, l'allestimento di una mostra dedicata ai fratelli Scholl, il progetto (poi non realizzato) di un saggio di Inge Scholl sulla strage di Marzabotto da divulgare in Germania, e infine l'adesione di Dante Cruicchi, nel dicembre 1988, alla Weiße Rose Stiftung come membro sostenitore, su invito di Annalise Knoop-Graf, sorella di Willi Graf. Attraverso un'attenta analisi di fonti archivistiche inedite, conservate principalmente presso l'Institut für Zeitgeschichte di Monaco e l'Archivio Dante Cruicchi, il saggio dimostra come questo legame, nato da un'intuizione politica e umana prima che da una logica istituzionale, abbia contribuito in modo originale alla costruzione di una memoria europea condivisa e di una cultura di pace capace di superare le fratture del passato. La "Welle", l'onda evocata da Sophie Scholl, continuò così a propagarsi nei decenni successivi, alimentando un dialogo fecondo tra Italia e Germania sul tema della resistenza al totalitarismo e sul valore della responsabilità individuale di fronte alla dittatura.

«Das wird Wellen schlagen»: la Rosa bianca e Marzabotto

fioravanzo, monica
2026

Abstract

Il saggio ricostruisce la storia, poco conosciuta ma particolarmente significativa, del legame tra il movimento di resistenza studentesca tedesca Die Weiße Rose, la Rosa bianca, e la città di Marzabotto, teatro nel 1944 di una delle più efferate stragi nazifasciste commesse in Italia durante la Seconda guerra mondiale. A differenza di quanto accaduto con altre città martiri europee, legate tra loro attraverso gemellaggi istituzionali strutturati e duraturi nell'ambito dell'Unione mondiale delle città martiri, il rapporto tra Marzabotto e Monaco di Baviera - città natale del gruppo della Rosa bianca - non assunse mai una forma ufficiale e stabile, pur mantenendo un'intensità e un significato simbolico di grande rilievo. L'articolo ripercorre innanzitutto le vicende storiche del gruppo studentesco, composto da Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Willi Graf, Alexander Schmorell e dal professore Kurt Huber, che tra il 1942 e il 1943 diffuse volantini antinazisti a Monaco, pagando con la vita il proprio coraggioso atto di resistenza al regime hitleriano. Vengono quindi analizzate le motivazioni profonde che spinsero il Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, guidato dal sindaco Dante Cruicchi, a instaurare nel 1985 un legame con questa esperienza di resistenza tedesca: da un lato il riconoscimento di valori condivisi come libertà, antifascismo e umanesimo; dall'altro la volontà di testimoniare come la tragedia vissuta dalla popolazione di Marzabotto non avesse generato un odio indiscriminato verso il popolo tedesco, distinto nettamente dall'ideologia nazista. Centrale nella narrazione è la figura di Inge Scholl, sorella maggiore di Hans e Sophie, che dopo la guerra si dedicò alla diffusione della memoria dei fratelli attraverso il celebre libro Die Weiße Rose (1952), divenuto un best seller internazionale. Fu proprio Inge Scholl a essere coinvolta nei contatti con Cruicchi, culminati nell'inaugurazione, il 5 ottobre 1985, della piazza intitolata a Hans e Sophie Scholl nel centro di Marzabotto, in occasione del quarantunesimo anniversario della strage. In questa occasione, Inge Scholl pronunciò un discorso toccante, richiamando la celebre frase di Sophie prima dell'esecuzione - "Das wird Wellen schlagen" (Questo susciterà un'onda) - che dà il titolo al saggio e ne costituisce il filo conduttore metaforico. Il testo illustra inoltre come l'incontro tra le due sensibilità abbia generato ulteriori sviluppi: la visita del sindaco di Monaco Klaus Hahnzog a Marzabotto, l'allestimento di una mostra dedicata ai fratelli Scholl, il progetto (poi non realizzato) di un saggio di Inge Scholl sulla strage di Marzabotto da divulgare in Germania, e infine l'adesione di Dante Cruicchi, nel dicembre 1988, alla Weiße Rose Stiftung come membro sostenitore, su invito di Annalise Knoop-Graf, sorella di Willi Graf. Attraverso un'attenta analisi di fonti archivistiche inedite, conservate principalmente presso l'Institut für Zeitgeschichte di Monaco e l'Archivio Dante Cruicchi, il saggio dimostra come questo legame, nato da un'intuizione politica e umana prima che da una logica istituzionale, abbia contribuito in modo originale alla costruzione di una memoria europea condivisa e di una cultura di pace capace di superare le fratture del passato. La "Welle", l'onda evocata da Sophie Scholl, continuò così a propagarsi nei decenni successivi, alimentando un dialogo fecondo tra Italia e Germania sul tema della resistenza al totalitarismo e sul valore della responsabilità individuale di fronte alla dittatura.
2026
Marzabotto e le città martiri Conflitti, memorie e promozione della pace dal 1945 a oggi
978-88-290-3761-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3617520
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