Abstract Il contributo presenta gli esiti di una ricerca-azione finalizzata a valutare e riprogettare il modello di Progetto di Vita adottato dalla Fondazione Tina Anselmi, alla luce della Legge 227/2021, del D.lgs. 62/2024 e dei principi di autodeterminazione e personalizzazione. La ricerca ha coinvolto 15 professionisti di ambito educativo, psicologico e sociale, organizzati in équipe multidisciplinari, assumendo come base empirica l’esperienza maturata nell’elaborazione di 13 Progetti di Vita. All’interno della cornice metodologica dell’Appreciative Inquiry, il percorso ha esplorato, mediante momenti di discussione collettiva, le pratiche organizzative, il processo di co-costruzione progettuale e le relazioni tra Fondazione, famiglie, servizi pubblici e reti territoriali. I risultati evidenziano, tra i principali elementi di qualità, la composizione multidisciplinare delle équipe, la flessibilità comunicativa, l’integrazione tra colloquio narrativo e strumenti multidimensionali, nonché l’accessibilità e la condivisione delle informazioni. Emergono, parallelamente, la necessità di rafforzare la partecipazione diretta delle persone con disabilità, anche attraverso strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa, di definire una funzione stabile di coordinamento e di formalizzare un patto di accompagnamento tra i diversi attori. Persistono criticità relative ai tempi professionali, alla frammentazione dei servizi e ai limiti degli strumenti standardizzati nelle situazioni di disabilità complessa. Lo studio individua nella personalizzazione radicale, nell’integrazione tra risorse formali e informali e nella relazione di cura le condizioni fondamentali affinché il Progetto di Vita divenga un processo dinamico, partecipato e concretamente generativo di opportunità.
Aspetti pedagogici, progettuali e di policy per Progetti di Vita di qualità
Simone Visentin
;
2026
Abstract
Abstract Il contributo presenta gli esiti di una ricerca-azione finalizzata a valutare e riprogettare il modello di Progetto di Vita adottato dalla Fondazione Tina Anselmi, alla luce della Legge 227/2021, del D.lgs. 62/2024 e dei principi di autodeterminazione e personalizzazione. La ricerca ha coinvolto 15 professionisti di ambito educativo, psicologico e sociale, organizzati in équipe multidisciplinari, assumendo come base empirica l’esperienza maturata nell’elaborazione di 13 Progetti di Vita. All’interno della cornice metodologica dell’Appreciative Inquiry, il percorso ha esplorato, mediante momenti di discussione collettiva, le pratiche organizzative, il processo di co-costruzione progettuale e le relazioni tra Fondazione, famiglie, servizi pubblici e reti territoriali. I risultati evidenziano, tra i principali elementi di qualità, la composizione multidisciplinare delle équipe, la flessibilità comunicativa, l’integrazione tra colloquio narrativo e strumenti multidimensionali, nonché l’accessibilità e la condivisione delle informazioni. Emergono, parallelamente, la necessità di rafforzare la partecipazione diretta delle persone con disabilità, anche attraverso strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa, di definire una funzione stabile di coordinamento e di formalizzare un patto di accompagnamento tra i diversi attori. Persistono criticità relative ai tempi professionali, alla frammentazione dei servizi e ai limiti degli strumenti standardizzati nelle situazioni di disabilità complessa. Lo studio individua nella personalizzazione radicale, nell’integrazione tra risorse formali e informali e nella relazione di cura le condizioni fondamentali affinché il Progetto di Vita divenga un processo dinamico, partecipato e concretamente generativo di opportunità.Pubblicazioni consigliate
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