La postfazione ricostruisce il percorso delle 'Confessiones' di Agostino proposto da Giuseppe Germinario in 'La verità errante nella carne', mettendone in luce l’originalità rispetto alle letture tradizionali dell’opera. Al centro dell’interpretazione è la 'caro', intesa non semplicemente come corpo o materia, ma come condizione costitutiva dell’esistenza umana: luogo della dispersione e della concupiscenza, ma insieme ambito nel quale la verità si manifesta e nel quale soltanto può compiersi il ritorno a Dio. Seguendo l’itinerario agostiniano dalla 'spiritualis substantia' alla scoperta della 'caro', la postfazione mostra come Germinario individui nelle 'Confessiones' una progressiva trasformazione del rapporto tra interiorità e corporeità, neoplatonismo e cristianesimo, conoscenza e desiderio. Decisiva risulta, in questa prospettiva, la cristologia dell’incarnazione: Cristo, verità fatta carne e mediatore, impedisce che l’ascesa dell’anima venga concepita come pura liberazione dalla condizione carnale. Ne emerge un Agostino nel quale la verità non è possesso definitivamente acquisito, ma termine di una ricerca che attraversa la finitezza, la temporalità e la vulnerabilità dell’esistenza. La postfazione sottolinea infine come la lettura di Germinario, pur adottando categorie filosofiche contemporanee, rimanga costantemente ancorata al testo latino delle 'Confessiones' e contribuisca così a farne emergere una dimensione filosofica irriducibile tanto a una lettura puramente autobiografica quanto a una ricostruzione sistematica del pensiero agostiniano.
Postfazione
Giovanni Catapano
2026
Abstract
La postfazione ricostruisce il percorso delle 'Confessiones' di Agostino proposto da Giuseppe Germinario in 'La verità errante nella carne', mettendone in luce l’originalità rispetto alle letture tradizionali dell’opera. Al centro dell’interpretazione è la 'caro', intesa non semplicemente come corpo o materia, ma come condizione costitutiva dell’esistenza umana: luogo della dispersione e della concupiscenza, ma insieme ambito nel quale la verità si manifesta e nel quale soltanto può compiersi il ritorno a Dio. Seguendo l’itinerario agostiniano dalla 'spiritualis substantia' alla scoperta della 'caro', la postfazione mostra come Germinario individui nelle 'Confessiones' una progressiva trasformazione del rapporto tra interiorità e corporeità, neoplatonismo e cristianesimo, conoscenza e desiderio. Decisiva risulta, in questa prospettiva, la cristologia dell’incarnazione: Cristo, verità fatta carne e mediatore, impedisce che l’ascesa dell’anima venga concepita come pura liberazione dalla condizione carnale. Ne emerge un Agostino nel quale la verità non è possesso definitivamente acquisito, ma termine di una ricerca che attraversa la finitezza, la temporalità e la vulnerabilità dell’esistenza. La postfazione sottolinea infine come la lettura di Germinario, pur adottando categorie filosofiche contemporanee, rimanga costantemente ancorata al testo latino delle 'Confessiones' e contribuisca così a farne emergere una dimensione filosofica irriducibile tanto a una lettura puramente autobiografica quanto a una ricostruzione sistematica del pensiero agostiniano.Pubblicazioni consigliate
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