Nella società contemporanea digitalizzata, la questione non riguarda più l’introduzione della tecnologia nella ricerca educativa, bensì le condizioni che ne consentono un’integrazione pedagogicamente significativa. Bambini e bambine crescono immersi in un ecosistema comunicativo digitale, caratterizzato dall’uso quotidiano di smartphone, tablet, computer e giocattoli connessi a internet (Raffaghelli et al., 2024), che ridefiniscono pratiche comunicative, relazionali e cognitive. In questo scenario anche la ricerca educativa è attraversata da una trasformazione metodologica che coinvolge i processi di osservazione, documentazione e analisi dei fenomeni educativi. Se utilizzata in modo consapevole, la tecnologia non rappresenta soltanto uno strumento tecnico, ma può configurarsi come un dispositivo capace di stimolare lo sviluppo del pensiero critico e di incidere sulle modalità di produzione della conoscenza (Barbieri & Palmer, 2025). Gli strumenti digitali offrono inoltre opportunità rilevanti nei processi di raccolta, organizzazione e analisi dei dati. Il loro impiego può contribuire a ridurre alcuni bias legati alla soggettività del ricercatore e a limitare errori manuali dovuti a stanchezza o distrazione (Braga et al., 2010), aumentando l’affidabilità e la replicabilità della ricerca. Inoltre, facilitano la gestione e la triangolazione dei dati tra ricercatori, ottimizzando tempi e risorse e rendendo l’attività di ricerca più sostenibile. Parallelamente emergono anche alcune criticità. Il rischio di una crescente dipendenza dagli strumenti tecnologici può ridurre la capacità del ricercatore di mantenere uno sguardo critico e riflessivo sul fenomeno osservato. Inoltre, sebbene la tecnologia consenta di raccogliere grandi quantità di dati, la gestione e la codifica di tali informazioni possono risultare complesse, aumentando il rischio di errori interpretativi o di analisi superficiali. A partire da una ricerca di dottorato condotta nella scuola dell’infanzia, nella quale strumenti digitali sono stati utilizzati per documentare e analizzare le dinamiche di feedback tra pari, il contributo propone una riflessione critica sulle possibilità di integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di ricerca educativa. In particolare, si esplora la prospettiva di una progressiva automatizzazione delle pratiche di documentazione e di analisi dei dati. Il lavoro intende inoltre interrogarsi sulle implicazioni etiche di tali processi e sulla necessità di formare ricercatori capaci di utilizzare l’intelligenza artificiale in modo critico, riflessivo e pedagogicamente consapevole negli ambienti educativi (Holmes et al., 2019; Williamson et al., 2023).
Integrare la tecnologia nella ricerca educativa: Riflessioni metodologiche ed etiche nella scuola dell’infanzia
Paola Zoroaster
2026
Abstract
Nella società contemporanea digitalizzata, la questione non riguarda più l’introduzione della tecnologia nella ricerca educativa, bensì le condizioni che ne consentono un’integrazione pedagogicamente significativa. Bambini e bambine crescono immersi in un ecosistema comunicativo digitale, caratterizzato dall’uso quotidiano di smartphone, tablet, computer e giocattoli connessi a internet (Raffaghelli et al., 2024), che ridefiniscono pratiche comunicative, relazionali e cognitive. In questo scenario anche la ricerca educativa è attraversata da una trasformazione metodologica che coinvolge i processi di osservazione, documentazione e analisi dei fenomeni educativi. Se utilizzata in modo consapevole, la tecnologia non rappresenta soltanto uno strumento tecnico, ma può configurarsi come un dispositivo capace di stimolare lo sviluppo del pensiero critico e di incidere sulle modalità di produzione della conoscenza (Barbieri & Palmer, 2025). Gli strumenti digitali offrono inoltre opportunità rilevanti nei processi di raccolta, organizzazione e analisi dei dati. Il loro impiego può contribuire a ridurre alcuni bias legati alla soggettività del ricercatore e a limitare errori manuali dovuti a stanchezza o distrazione (Braga et al., 2010), aumentando l’affidabilità e la replicabilità della ricerca. Inoltre, facilitano la gestione e la triangolazione dei dati tra ricercatori, ottimizzando tempi e risorse e rendendo l’attività di ricerca più sostenibile. Parallelamente emergono anche alcune criticità. Il rischio di una crescente dipendenza dagli strumenti tecnologici può ridurre la capacità del ricercatore di mantenere uno sguardo critico e riflessivo sul fenomeno osservato. Inoltre, sebbene la tecnologia consenta di raccogliere grandi quantità di dati, la gestione e la codifica di tali informazioni possono risultare complesse, aumentando il rischio di errori interpretativi o di analisi superficiali. A partire da una ricerca di dottorato condotta nella scuola dell’infanzia, nella quale strumenti digitali sono stati utilizzati per documentare e analizzare le dinamiche di feedback tra pari, il contributo propone una riflessione critica sulle possibilità di integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di ricerca educativa. In particolare, si esplora la prospettiva di una progressiva automatizzazione delle pratiche di documentazione e di analisi dei dati. Il lavoro intende inoltre interrogarsi sulle implicazioni etiche di tali processi e sulla necessità di formare ricercatori capaci di utilizzare l’intelligenza artificiale in modo critico, riflessivo e pedagogicamente consapevole negli ambienti educativi (Holmes et al., 2019; Williamson et al., 2023).Pubblicazioni consigliate
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