Il saggio esamina il ruolo della BCE nelle sanzioni europee adottate dopo l'invasione russa dell'Ucraina, collocandolo nella più ampia svolta geopolitica dell'UE avviata dal 2016. La BCE, formalmente estranea alla fase decisionale delle sanzioni PESC, vi partecipa tuttavia in modo informale — nelle riunioni preparatorie dell'Ecofin — sollevando problemi di trasparenza e accountability, in tensione con la sua indipendenza. In termini astratti, nella fase attuativa la BCE è coinvolta su più fronti: politica monetaria (rifinanziamenti, swap lines, linee repo, banconote), sistemi di pagamento (SWIFT), gestione delle riserve e vigilanza prudenziale (MVU, AMLA, EBA), oltre che nella governance informale del G7 e della BIS. Il contributo segue poi il caso Euroclear e il congelamento delle riserve della Banca centrale russa, fino alla decisione (informale) della Presidente della BCE di rifiutare il backstop per il prestito all'Ucraina in nome dell'art. 123 TFUE. Da qui l'ipotesi, discussa dagli stessi vertici burocratici della BCE in sedi accademiche, di un potenziale contromaggioritario: l'indipendenza potrebbe giustificare un'autonoma valutazione di legittimità delle sanzioni, se lesive dei Trattati, della Carta o del diritto internazionale. La conclusione è che la geopoliticizzazione dell'euro e delle sanzioni piega la BCE al ruolo ambiguo di esecutore, propagandista e moderatore di una fedeltà esecutiva alla linea politica dell'UE.
Le sanzioni europee nel conflitto russo-ucraino e il ruolo della BCE
andrea guazzarotti
2026
Abstract
Il saggio esamina il ruolo della BCE nelle sanzioni europee adottate dopo l'invasione russa dell'Ucraina, collocandolo nella più ampia svolta geopolitica dell'UE avviata dal 2016. La BCE, formalmente estranea alla fase decisionale delle sanzioni PESC, vi partecipa tuttavia in modo informale — nelle riunioni preparatorie dell'Ecofin — sollevando problemi di trasparenza e accountability, in tensione con la sua indipendenza. In termini astratti, nella fase attuativa la BCE è coinvolta su più fronti: politica monetaria (rifinanziamenti, swap lines, linee repo, banconote), sistemi di pagamento (SWIFT), gestione delle riserve e vigilanza prudenziale (MVU, AMLA, EBA), oltre che nella governance informale del G7 e della BIS. Il contributo segue poi il caso Euroclear e il congelamento delle riserve della Banca centrale russa, fino alla decisione (informale) della Presidente della BCE di rifiutare il backstop per il prestito all'Ucraina in nome dell'art. 123 TFUE. Da qui l'ipotesi, discussa dagli stessi vertici burocratici della BCE in sedi accademiche, di un potenziale contromaggioritario: l'indipendenza potrebbe giustificare un'autonoma valutazione di legittimità delle sanzioni, se lesive dei Trattati, della Carta o del diritto internazionale. La conclusione è che la geopoliticizzazione dell'euro e delle sanzioni piega la BCE al ruolo ambiguo di esecutore, propagandista e moderatore di una fedeltà esecutiva alla linea politica dell'UE.Pubblicazioni consigliate
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