SCOPI DELLO STUDIO L’obbiettivo di questo studio è creare un modello deterministico per il calcolo dell’impatto economico e dell’uso di antimicrobico delle procedure di asciutta e la conseguente comparazione dei diversi protocolli utilizzabili. MATERIALI E METODI Creazione dell’allevamento e dati per il modello economico Per rappresentare accuratamente le dinamiche economiche relative alla fase di asciutta in una tipica azienda da latte, è stato creato un allevamento fittizio rappresentativo della realtà italiana basato sui dati forniti dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA, 2023). Questo allevamento modello comprende 128 vacche in lattazione, con una composizione del 30% di primipare e del 70% di pluripare, e una produzione di latte standardizzata su 305 giorni pari a 10.802 kg per vacca. Il prezzo del latte è stato determinato calcolando la media aritmetica dei prezzi registrati negli ultimi tre anni (0,51 euro/kg; Regolamento UE 2017/1185). Il valore di macellazione di una vacca Frisona è stato stimato moltiplicando il prezzo medio aritmetico al chilogrammo delle vacche vive da macello (fonte ISMEA) per un peso vivo medio stimato di 650 kg (891 euro/capo). Ulteriori dati, come quelli relativi alla dinamica delle infezioni, ai parametri epidemiologici, al costo dei farmaci e delle cure veterinarie sono stati derivati da stime degli autori o tratti dalla letteratura scientifica disponibile (Huijps et al., 2008; Halasa et al., 2009; van Soest et al., 2016; Kabera et al., 2021). Descrizione del modello economico È stato sviluppato un modello deterministico utilizzando Microsoft Excel 365 (Microsoft Corporation) per valutare l’impatto economico di diversi protocolli di messa in asciutta. Tale modello calcola sia il costo per vacca asciugata/anno sia il Defined Daily Dose per i Medicinali Veterinari (DDDVet) per vacca per ciascun protocollo. Questi calcoli si basano sulla sensibilità (SE) e sulla specificità (SP) dei protocolli di asciutta nella rilevazione delle vacche infette da patogeni maggiori come S. aureus, streptococchi e coliformi (che prevedono trattamento in asciutta) rispetto alle vacche non infette o infette da patogeni minori (che non prevedono trattamento in asciutta). Integrando esiti sanitari e produttivi influenzati dalle decisioni terapeutiche, il modello consente il confronto economico tra differenti protocolli di asciutta. Dinamica delle infezioni mammarie e conseguenze Utilizzando la prevalenza delle infezioni intramammarie (IMI) al momento dell’asciutta insieme ai valori di SE e SP, il modello classifica gli animali in quattro categorie: trattati e infetti, trattati e non infetti, non trattati e infetti, non trattati e non infetti. Queste categorie vengono quindi utilizzate per calcolare la dinamica di infezione dall’asciutta al parto: gli animali infetti possono guarire grazie al trattamento, non guarire oppure guarire spontaneamente se non trattati. Inoltre, gli animali sani, trattati o meno, possono acquisire nuove infezioni durante il periodo di asciutta. Gli animali che restano infetti a causa di infezioni non risolte o nuove infezioni possono sviluppare mastite clinica durante il periodo di asciutta o dopo il parto, mentre la mastite subclinica può manifestarsi dopo il parto. Di conseguenza, il modello stima il numero di casi di mastite clinica e subclinica derivanti dal periodo di asciutta. Calcoli dei costi e della DDDVet Il costo totale dell’asciutta deriva dall’impatto economico combinato di mastiti cliniche (CM), mastiti subcliniche (SCM) e delle procedure di asciutta stesse. Le spese legate alla CM sono state valutate considerando i costi di trattamento, visite veterinarie, analisi diagnostiche, manodopera, incremento del rischio di abbattimento e mortalità, scarto del latte durante la terapia e perdite produttive conseguenti durante l’intera lattazione. Le perdite economiche causate dalla riduzione delle performance riproduttive dovute alla mastite nei primi 30 giorni di lattazione sono state considerate trascurabili (Rollin et al., 2015) quindi escluse dal modello. Le perdite associate alla SCM sono state stimate valutando la riduzione della produzione di latte durante l’intera lattazione e il maggiore rischio di abbattimento per infezioni subcliniche. Le perdite finanziarie derivanti dall’abbattimento sono state calcolate valutando la differenza tra il costo di rimonta di una manza e il valore di macellazione dell’animale. Inoltre, le perdite derivanti dal latte scartato sono state mitigate considerando il suo potenziale utilizzo come sostituto del latte per vitelli, come descritto da Rollin et al. (2015). Il costo delle procedure di asciutta comprende la manodopera, gli antibiotici e il sigillante intramammario. La mancata applicazione del sigillante espone le vacche ad un maggior rischio di infezione da IMI durante il periodo di asciutta (Kabera et al., 2021); per questo motivo, nel modello è stato assunto che ogni vacca riceva il sigillante intramammario. La DDDVet complessiva è stata determinata sommando la DDDVet associata alle vacche trattate con antibiotico al momento dell’asciutta e quella necessario per il trattamento dei casi di CM. Integrando queste variabili, il modello fornisce una valutazione completa dell’onere economico associato ai differenti protocolli di asciutta e all’uso totale di antimicrobico. Protocolli di asciutta I protocolli di asciutta confrontati sono stati: “blanket” (tutte le bovine trattate all’asciutta con antibiotico), “no antibiotico” (nessuna bovina trattata con antibiotico), asciutta italiana (trattamento se uno degli ultimi tre controlli funzionali prima dell’asciutta presentava un livello di cellule somatiche >200k se pluripare o >100k se primipare e uno o più casi di mastite clinica in lattazione, Guadagnini et al., 2023), asciutta olandese (trattamento se l’ultimo controllo funzionale prima dell’asciutta presentava un livello di cellule somatiche >250k se pluripare o >150k se primipare, Scherpenzeel et al., 2016), asciutta modificata (trattamento se nella lattazione corrente era presente almeno un controllo funzionale che presentava un livello di cellule somatiche >200k se pluripare o >100k se primipare e uno o più casi di mastite clinica in lattazione). Le sensibilità e le specificità dei protocolli sono state calcolate applicando le regole di quest’ultimi allo status di infezione intramammaria all’asciutta di 306 bovine, reclutate in una prova collegata (RC IZSVE 01/22). Risultati Utilizzando i dati descritti sopra, le performances dei vari protocolli sono risultate: blanket therapy SE 1 e SP 0, asciutta italiana SE 0,83 e SP 0,45, asciutta olandese SE 0,49 e SP 0,77, asciutta modificata SE 0,92 e SP 0,31, no antibiotico SE 0 e SP 1. I valori dei principali parametri aziendali impostati sono: prezzo del latte: 0,51 €/kg, valore di macellazione: 891 €/capo, prevalenza IMI in asciutta: 40%, costo del lavoro: 15 €/ora, costo del trattamento intramammario in asciutta: 30 €/capo La DDDVet per i trattamenti di asciutta è stata impostata a 4/capo e 2/caso di mastite clinica. I protocolli con i costi minori sono risultati asciutta modificata, asciutta italiana e blanket therapy (126, 127, 128 €/capo), seguiti da asciutta olandese (136 €/capo) e no antibiotico (153 €/capo). Il costo totale è stato scomposto nelle sue principali componenti (costo latte perso per mastiti cliniche e subcliniche, costo trattamento mastiti cliniche, costo riforma involontaria per mastiti cliniche e subcliniche, costo procedure di asciutta). Per tutti i protocolli confrontati, il costo derivato dal latte perso e scartato in seguito a mastite clinica risulta il parametro che influisce maggiormente sul costo dell’asciutta, andando da un minimo di 35% al massimo di 48% del costo totale, e rispettivamente da 56 a 92 €/capo/anno (blanket vs no antibiotico). Le altre voci di costo, confrontando lo scenario blanket con quello senza antibiotico, mostrano variazioni significative: le procedure di asciutta incidono dal 30% all’8% del costo totale; la riforma involontaria per mastiti cliniche varia dal 12% al 16%; il latte perso a causa di mastiti subcliniche contribuisce per una quota compresa tra il 10% e il 14%; la riforma involontaria per mastiti subcliniche rappresenta dal 5% al 7%; infine, il costo del trattamento delle mastiti cliniche oscilla tra il 3% e il 4%. La DDDVet totale segue un andamento inverso al costo/vacca anno. È minore per il protocollo senza antibiotico e asciutta olandese (25 e 128) e conseguentemente maggiore per asciutta italiana, asciutta modificata e blanket therapy (231, 269, 339).

SVILUPPO DI UN MODELLO DETERMINISTICO FLESSIBILE PER VALUTARE L’IMPATTO ECONOMICO E LA RIDUZIONE DELL’USO DI ANTIMICROBICO ASSOCIATO A DIVERSI PROTOCOLLI DI ASCIUTTA

Barin Luca
;
Marchesini Giorgio
2025

Abstract

SCOPI DELLO STUDIO L’obbiettivo di questo studio è creare un modello deterministico per il calcolo dell’impatto economico e dell’uso di antimicrobico delle procedure di asciutta e la conseguente comparazione dei diversi protocolli utilizzabili. MATERIALI E METODI Creazione dell’allevamento e dati per il modello economico Per rappresentare accuratamente le dinamiche economiche relative alla fase di asciutta in una tipica azienda da latte, è stato creato un allevamento fittizio rappresentativo della realtà italiana basato sui dati forniti dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA, 2023). Questo allevamento modello comprende 128 vacche in lattazione, con una composizione del 30% di primipare e del 70% di pluripare, e una produzione di latte standardizzata su 305 giorni pari a 10.802 kg per vacca. Il prezzo del latte è stato determinato calcolando la media aritmetica dei prezzi registrati negli ultimi tre anni (0,51 euro/kg; Regolamento UE 2017/1185). Il valore di macellazione di una vacca Frisona è stato stimato moltiplicando il prezzo medio aritmetico al chilogrammo delle vacche vive da macello (fonte ISMEA) per un peso vivo medio stimato di 650 kg (891 euro/capo). Ulteriori dati, come quelli relativi alla dinamica delle infezioni, ai parametri epidemiologici, al costo dei farmaci e delle cure veterinarie sono stati derivati da stime degli autori o tratti dalla letteratura scientifica disponibile (Huijps et al., 2008; Halasa et al., 2009; van Soest et al., 2016; Kabera et al., 2021). Descrizione del modello economico È stato sviluppato un modello deterministico utilizzando Microsoft Excel 365 (Microsoft Corporation) per valutare l’impatto economico di diversi protocolli di messa in asciutta. Tale modello calcola sia il costo per vacca asciugata/anno sia il Defined Daily Dose per i Medicinali Veterinari (DDDVet) per vacca per ciascun protocollo. Questi calcoli si basano sulla sensibilità (SE) e sulla specificità (SP) dei protocolli di asciutta nella rilevazione delle vacche infette da patogeni maggiori come S. aureus, streptococchi e coliformi (che prevedono trattamento in asciutta) rispetto alle vacche non infette o infette da patogeni minori (che non prevedono trattamento in asciutta). Integrando esiti sanitari e produttivi influenzati dalle decisioni terapeutiche, il modello consente il confronto economico tra differenti protocolli di asciutta. Dinamica delle infezioni mammarie e conseguenze Utilizzando la prevalenza delle infezioni intramammarie (IMI) al momento dell’asciutta insieme ai valori di SE e SP, il modello classifica gli animali in quattro categorie: trattati e infetti, trattati e non infetti, non trattati e infetti, non trattati e non infetti. Queste categorie vengono quindi utilizzate per calcolare la dinamica di infezione dall’asciutta al parto: gli animali infetti possono guarire grazie al trattamento, non guarire oppure guarire spontaneamente se non trattati. Inoltre, gli animali sani, trattati o meno, possono acquisire nuove infezioni durante il periodo di asciutta. Gli animali che restano infetti a causa di infezioni non risolte o nuove infezioni possono sviluppare mastite clinica durante il periodo di asciutta o dopo il parto, mentre la mastite subclinica può manifestarsi dopo il parto. Di conseguenza, il modello stima il numero di casi di mastite clinica e subclinica derivanti dal periodo di asciutta. Calcoli dei costi e della DDDVet Il costo totale dell’asciutta deriva dall’impatto economico combinato di mastiti cliniche (CM), mastiti subcliniche (SCM) e delle procedure di asciutta stesse. Le spese legate alla CM sono state valutate considerando i costi di trattamento, visite veterinarie, analisi diagnostiche, manodopera, incremento del rischio di abbattimento e mortalità, scarto del latte durante la terapia e perdite produttive conseguenti durante l’intera lattazione. Le perdite economiche causate dalla riduzione delle performance riproduttive dovute alla mastite nei primi 30 giorni di lattazione sono state considerate trascurabili (Rollin et al., 2015) quindi escluse dal modello. Le perdite associate alla SCM sono state stimate valutando la riduzione della produzione di latte durante l’intera lattazione e il maggiore rischio di abbattimento per infezioni subcliniche. Le perdite finanziarie derivanti dall’abbattimento sono state calcolate valutando la differenza tra il costo di rimonta di una manza e il valore di macellazione dell’animale. Inoltre, le perdite derivanti dal latte scartato sono state mitigate considerando il suo potenziale utilizzo come sostituto del latte per vitelli, come descritto da Rollin et al. (2015). Il costo delle procedure di asciutta comprende la manodopera, gli antibiotici e il sigillante intramammario. La mancata applicazione del sigillante espone le vacche ad un maggior rischio di infezione da IMI durante il periodo di asciutta (Kabera et al., 2021); per questo motivo, nel modello è stato assunto che ogni vacca riceva il sigillante intramammario. La DDDVet complessiva è stata determinata sommando la DDDVet associata alle vacche trattate con antibiotico al momento dell’asciutta e quella necessario per il trattamento dei casi di CM. Integrando queste variabili, il modello fornisce una valutazione completa dell’onere economico associato ai differenti protocolli di asciutta e all’uso totale di antimicrobico. Protocolli di asciutta I protocolli di asciutta confrontati sono stati: “blanket” (tutte le bovine trattate all’asciutta con antibiotico), “no antibiotico” (nessuna bovina trattata con antibiotico), asciutta italiana (trattamento se uno degli ultimi tre controlli funzionali prima dell’asciutta presentava un livello di cellule somatiche >200k se pluripare o >100k se primipare e uno o più casi di mastite clinica in lattazione, Guadagnini et al., 2023), asciutta olandese (trattamento se l’ultimo controllo funzionale prima dell’asciutta presentava un livello di cellule somatiche >250k se pluripare o >150k se primipare, Scherpenzeel et al., 2016), asciutta modificata (trattamento se nella lattazione corrente era presente almeno un controllo funzionale che presentava un livello di cellule somatiche >200k se pluripare o >100k se primipare e uno o più casi di mastite clinica in lattazione). Le sensibilità e le specificità dei protocolli sono state calcolate applicando le regole di quest’ultimi allo status di infezione intramammaria all’asciutta di 306 bovine, reclutate in una prova collegata (RC IZSVE 01/22). Risultati Utilizzando i dati descritti sopra, le performances dei vari protocolli sono risultate: blanket therapy SE 1 e SP 0, asciutta italiana SE 0,83 e SP 0,45, asciutta olandese SE 0,49 e SP 0,77, asciutta modificata SE 0,92 e SP 0,31, no antibiotico SE 0 e SP 1. I valori dei principali parametri aziendali impostati sono: prezzo del latte: 0,51 €/kg, valore di macellazione: 891 €/capo, prevalenza IMI in asciutta: 40%, costo del lavoro: 15 €/ora, costo del trattamento intramammario in asciutta: 30 €/capo La DDDVet per i trattamenti di asciutta è stata impostata a 4/capo e 2/caso di mastite clinica. I protocolli con i costi minori sono risultati asciutta modificata, asciutta italiana e blanket therapy (126, 127, 128 €/capo), seguiti da asciutta olandese (136 €/capo) e no antibiotico (153 €/capo). Il costo totale è stato scomposto nelle sue principali componenti (costo latte perso per mastiti cliniche e subcliniche, costo trattamento mastiti cliniche, costo riforma involontaria per mastiti cliniche e subcliniche, costo procedure di asciutta). Per tutti i protocolli confrontati, il costo derivato dal latte perso e scartato in seguito a mastite clinica risulta il parametro che influisce maggiormente sul costo dell’asciutta, andando da un minimo di 35% al massimo di 48% del costo totale, e rispettivamente da 56 a 92 €/capo/anno (blanket vs no antibiotico). Le altre voci di costo, confrontando lo scenario blanket con quello senza antibiotico, mostrano variazioni significative: le procedure di asciutta incidono dal 30% all’8% del costo totale; la riforma involontaria per mastiti cliniche varia dal 12% al 16%; il latte perso a causa di mastiti subcliniche contribuisce per una quota compresa tra il 10% e il 14%; la riforma involontaria per mastiti subcliniche rappresenta dal 5% al 7%; infine, il costo del trattamento delle mastiti cliniche oscilla tra il 3% e il 4%. La DDDVet totale segue un andamento inverso al costo/vacca anno. È minore per il protocollo senza antibiotico e asciutta olandese (25 e 128) e conseguentemente maggiore per asciutta italiana, asciutta modificata e blanket therapy (231, 269, 339).
2025
Atti quarto Congresso Nazionale SivarSib
Quarto congresso Nazionale SivarSib
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