L’articolo analizza il complesso palinsesto pittorico dell’abside maggiore della chiesa di Santa Maria del castello a Udine, ricostruendone le diverse fasi decorative tra la fine del Duecento e il pieno Quattrocento. Sopra un basamento tardo-duecentesco, un primo intervento, databile intorno al 1335 e riconducibile a due distinti maestri attivi nella medesima bottega, sviluppava un ciclo dedicato agli ultimi episodi della vita della Vergine, con la Dormitio Virginis, il corteo degli Apostoli e, verosimilmente, l’Incoronazione. L’esame stilistico e iconografico inserisce questi affreschi nel processo di diffusione del giottismo in Friuli, mediato soprattutto dal cantiere dell’abbazia di Sesto al Reghena, evidenziandone tuttavia gli originali accenti espressivi e le componenti d’ascendenza oltralpina. Una seconda campagna decorativa, collocabile nel terzo decennio del Quattrocento e forse promossa dalla confraternita di Santa Maria di Castello, sovrappose alle pitture trecentesche un nuovo ciclo mariano, del quale sopravvivono l’Adorazione dei magi e l’Incoronazione della Vergine. Tale intervento testimonia la ricezione in territorio friulano del linguaggio tardogotico internazionale, filtrato attraverso la persistente tradizione vitalesca e la mediazione veneziana di Gentile da Fabriano. La stratificazione dell’abside documenta così, in forma esemplare, le trasformazioni della cultura figurativa friulana fra Tre e Quattrocento, fino all’affermazione delle grandi ancone lignee dipinte e dorate.
Le pitture tra XIV e XV secolo. La decorazione dell’abside
Guarnieri cristina
2026
Abstract
L’articolo analizza il complesso palinsesto pittorico dell’abside maggiore della chiesa di Santa Maria del castello a Udine, ricostruendone le diverse fasi decorative tra la fine del Duecento e il pieno Quattrocento. Sopra un basamento tardo-duecentesco, un primo intervento, databile intorno al 1335 e riconducibile a due distinti maestri attivi nella medesima bottega, sviluppava un ciclo dedicato agli ultimi episodi della vita della Vergine, con la Dormitio Virginis, il corteo degli Apostoli e, verosimilmente, l’Incoronazione. L’esame stilistico e iconografico inserisce questi affreschi nel processo di diffusione del giottismo in Friuli, mediato soprattutto dal cantiere dell’abbazia di Sesto al Reghena, evidenziandone tuttavia gli originali accenti espressivi e le componenti d’ascendenza oltralpina. Una seconda campagna decorativa, collocabile nel terzo decennio del Quattrocento e forse promossa dalla confraternita di Santa Maria di Castello, sovrappose alle pitture trecentesche un nuovo ciclo mariano, del quale sopravvivono l’Adorazione dei magi e l’Incoronazione della Vergine. Tale intervento testimonia la ricezione in territorio friulano del linguaggio tardogotico internazionale, filtrato attraverso la persistente tradizione vitalesca e la mediazione veneziana di Gentile da Fabriano. La stratificazione dell’abside documenta così, in forma esemplare, le trasformazioni della cultura figurativa friulana fra Tre e Quattrocento, fino all’affermazione delle grandi ancone lignee dipinte e dorate.Pubblicazioni consigliate
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