All’interno delle pratiche artistiche indicate da Rosalind Krauss con l’espressione di “scultura nel campo allargato”, la Land Art ha sempre avuto una relazione problematica con la fotografia. Uno dei casi più interessanti è quello dell’artista statunitense Michael Heizer (1944), il quale, pur partendo inizialmente da un impiego documentario della fotografia, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del Novecento è impegnato in una ricerca volta a dimostrare l’impossibilità della fotografia di rappresentare la complessità della propria pratica scultorea. Tanto i suoi interventi site-specifc quanto le opere fotografiche concettuali che egli realizza proprio a partire da tali lavori sono da lui concepiti come un banco di prova percettivo per l’osservatore, che viene costretto ad interrogarsi attivamente su ciò che sta vedendo e a prendere atto della non-sovrapponibilità tra opera e fotografia.
La "scultura nel campo allargato" e la fotografia: il caso di Michael Heizer
Federica Stevanin
2025
Abstract
All’interno delle pratiche artistiche indicate da Rosalind Krauss con l’espressione di “scultura nel campo allargato”, la Land Art ha sempre avuto una relazione problematica con la fotografia. Uno dei casi più interessanti è quello dell’artista statunitense Michael Heizer (1944), il quale, pur partendo inizialmente da un impiego documentario della fotografia, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del Novecento è impegnato in una ricerca volta a dimostrare l’impossibilità della fotografia di rappresentare la complessità della propria pratica scultorea. Tanto i suoi interventi site-specifc quanto le opere fotografiche concettuali che egli realizza proprio a partire da tali lavori sono da lui concepiti come un banco di prova percettivo per l’osservatore, che viene costretto ad interrogarsi attivamente su ciò che sta vedendo e a prendere atto della non-sovrapponibilità tra opera e fotografia.Pubblicazioni consigliate
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