Il patrimonio architettonico storico rappresenta una componente essenziale dell’identità culturale nazionale; esso incarna il risultato stratificato di processi, trasformazioni e inter- venti che, nel corso del tempo, hanno modificato la materia ed il comportamento strutturale degli edifici. Il loro restauro costituisce una sfida e, al tempo stesso, un’opportunità per migliorare la sicurezza e l’efficienza del patrimonio, garantendo la trasmissione consapevole della memoria storica alle generazioni future. La digitalizzazione dei processi di conoscenza e gestione del costruito storico introduce nuove sfide metodologiche, legate alla necessità di integrare dati eterogenei — storici, materici, diagnostici, strutturali — in modelli informativi coerenti e significativi. La ricerca dottorale nasce dall’esigenza di ripensare gli strumenti e i metodi con cui tale patrimonio viene documentato, interpretato e analizzato, attraverso un approccio fondato su standard aperti. La possibilità di applicare al costruito storico le logiche della modellazione informativa, proprie dei processi progettuali contemporanei, può infatti fornire un supporto concreto alle attività di analisi e conservazione. L’obiettivo della ricerca è definire una metodologia OpenHBIM (Historical Building Information Modeling) per la rappresentazione, gestione e valutazione degli edifici storici, indagando le potenzialità delle Industries Foundation Classes come ambiente digitale per la conoscenza. Il lavoro si concentra su alcuni temi peculiari di vulnerabilità e danneggiamento e sulla loro interpretazione in chiave strutturale ed energetica. Il risultato principale consiste nello sviluppo di un database informativo arricchito, capace di restituire non solo la geometria e la materia dell’edificio, ma anche giudizi critici, nell’ottica di intervento. Le procedure tradizionali, infatti, non considerano pienamente tali aspetti né la loro integrazione in un unico ambiente informativo. Il patrimonio delle ville venete costituisce il laboratorio sperimentale per testare la metodologia proposta. I casi studio di Villa Venier Contarini (Mira, VE), Villa Gazzotti Grimani (VI) e Villa Meschio (Vittorio Veneto, TV) dimostrano come un modello HBIM possa essere utilizzato per una prima valutazione qualitativa e quantitativa dello stato di conservazione. L’applicazione ai casi studio ha permesso di individuarne le principali criticità, orientando la definizione di linee di intervento per la conservazione delle superfici architettoniche, il miglioramento strutturale e l’efficientamento energetico. L’impiego dello standard IFC ha inoltre avviato l’utilizzo di algoritmi per l’analisi strutturale ed energetica, costituendo un primo tentativo di interoperabilità tra domini disciplinari diversi. I risultati della ricerca dimostrano come l’utilizzo di modelli integrati consenta l’interpretazione dello stato di fatto, del comportamento sismico ed energetico degli edifici, tradizionalmente ottenuta tramite simulazioni indipendenti. L’integrazione dei processi — dalla raccolta dei dati alla loro analisi — confluisce inoltre in un ambiente unificato, migliorando la collaborazione fra le figure coinvolte e rafforzando la capacità di assumere decisioni consapevoli. La tesi contribuisce infine a una riflessione più ampia sul ruolo dei modelli informativi applicati al patrimonio culturale, indagando criticamente l’uso dello standard IFC non solo come formato di scambio, ma come vero e proprio cantiere di ragionamento, capace di sostenere valutazioni e scelte rispettose del valore dell’edificato storico.
Sistemi informativi digitali per la conservazione dei beni architettonici: integrazione del rilievo critico per la proposta di retrofit sismico ed energetico delle Ville Venete / Zanni, T.. - (2026 May 26).
Sistemi informativi digitali per la conservazione dei beni architettonici: integrazione del rilievo critico per la proposta di retrofit sismico ed energetico delle Ville Venete
ZANNI, TATIANA
2026
Abstract
Il patrimonio architettonico storico rappresenta una componente essenziale dell’identità culturale nazionale; esso incarna il risultato stratificato di processi, trasformazioni e inter- venti che, nel corso del tempo, hanno modificato la materia ed il comportamento strutturale degli edifici. Il loro restauro costituisce una sfida e, al tempo stesso, un’opportunità per migliorare la sicurezza e l’efficienza del patrimonio, garantendo la trasmissione consapevole della memoria storica alle generazioni future. La digitalizzazione dei processi di conoscenza e gestione del costruito storico introduce nuove sfide metodologiche, legate alla necessità di integrare dati eterogenei — storici, materici, diagnostici, strutturali — in modelli informativi coerenti e significativi. La ricerca dottorale nasce dall’esigenza di ripensare gli strumenti e i metodi con cui tale patrimonio viene documentato, interpretato e analizzato, attraverso un approccio fondato su standard aperti. La possibilità di applicare al costruito storico le logiche della modellazione informativa, proprie dei processi progettuali contemporanei, può infatti fornire un supporto concreto alle attività di analisi e conservazione. L’obiettivo della ricerca è definire una metodologia OpenHBIM (Historical Building Information Modeling) per la rappresentazione, gestione e valutazione degli edifici storici, indagando le potenzialità delle Industries Foundation Classes come ambiente digitale per la conoscenza. Il lavoro si concentra su alcuni temi peculiari di vulnerabilità e danneggiamento e sulla loro interpretazione in chiave strutturale ed energetica. Il risultato principale consiste nello sviluppo di un database informativo arricchito, capace di restituire non solo la geometria e la materia dell’edificio, ma anche giudizi critici, nell’ottica di intervento. Le procedure tradizionali, infatti, non considerano pienamente tali aspetti né la loro integrazione in un unico ambiente informativo. Il patrimonio delle ville venete costituisce il laboratorio sperimentale per testare la metodologia proposta. I casi studio di Villa Venier Contarini (Mira, VE), Villa Gazzotti Grimani (VI) e Villa Meschio (Vittorio Veneto, TV) dimostrano come un modello HBIM possa essere utilizzato per una prima valutazione qualitativa e quantitativa dello stato di conservazione. L’applicazione ai casi studio ha permesso di individuarne le principali criticità, orientando la definizione di linee di intervento per la conservazione delle superfici architettoniche, il miglioramento strutturale e l’efficientamento energetico. L’impiego dello standard IFC ha inoltre avviato l’utilizzo di algoritmi per l’analisi strutturale ed energetica, costituendo un primo tentativo di interoperabilità tra domini disciplinari diversi. I risultati della ricerca dimostrano come l’utilizzo di modelli integrati consenta l’interpretazione dello stato di fatto, del comportamento sismico ed energetico degli edifici, tradizionalmente ottenuta tramite simulazioni indipendenti. L’integrazione dei processi — dalla raccolta dei dati alla loro analisi — confluisce inoltre in un ambiente unificato, migliorando la collaborazione fra le figure coinvolte e rafforzando la capacità di assumere decisioni consapevoli. La tesi contribuisce infine a una riflessione più ampia sul ruolo dei modelli informativi applicati al patrimonio culturale, indagando criticamente l’uso dello standard IFC non solo come formato di scambio, ma come vero e proprio cantiere di ragionamento, capace di sostenere valutazioni e scelte rispettose del valore dell’edificato storico.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: TESI
Tipologia:
Tesi di dottorato
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