Il saggio esplora la centralità del dialogo nel pensiero e nell'opera di Agostino d'Ippona, seguendo un percorso che attraversa diverse fasi della sua produzione letteraria e spirituale. Partendo dai dialoghi di Cassiciaco («Contra Academicos», «De beata vita», «De ordine»), scritti nell'autunno del 386 in compagnia di familiari e amici, si mostra come per Agostino il dialogo non sia una mera forma letteraria, ma il modo stesso in cui la mente umana si avvicina alla verità; un'eredità che affonda le radici in Platone e Cicerone. Il contributo analizza poi l'evoluzione di questa dimensione dialogica: dal dialogo interiore dei «Soliloquia», dove Agostino conversa con la Ragione personificata per giungere alla conoscenza di sé e di Dio, al «De magistro», in cui la verità si rivela non più latente nell'anima ma proveniente da un Maestro interiore trascendente. Le «Confessiones» rappresentano l'apice di questa parabola: un dialogo intenso con Dio, intessuto di citazioni bibliche, che è insieme preghiera, confessione pubblica e testimonianza universale. Infine, si osserva come, pur abbandonando il genere dialogico in senso tecnico dopo il 391, Agostino mantenga questa disposizione dialogica nelle dispute pubbliche, nelle lettere e nei sermoni, confermando la definizione di Therese Fuhrer di Agostino come «uomo di dialogo». Il saggio si chiude riflettendo sull'attualità di questa lezione agostiniana: la verità si cerca insieme, con umiltà e disponibilità al confronto (con sé stessi, con gli altri, con Dio).

Agostino e i volti del dialogo

Giovanni Catapano
2026

Abstract

Il saggio esplora la centralità del dialogo nel pensiero e nell'opera di Agostino d'Ippona, seguendo un percorso che attraversa diverse fasi della sua produzione letteraria e spirituale. Partendo dai dialoghi di Cassiciaco («Contra Academicos», «De beata vita», «De ordine»), scritti nell'autunno del 386 in compagnia di familiari e amici, si mostra come per Agostino il dialogo non sia una mera forma letteraria, ma il modo stesso in cui la mente umana si avvicina alla verità; un'eredità che affonda le radici in Platone e Cicerone. Il contributo analizza poi l'evoluzione di questa dimensione dialogica: dal dialogo interiore dei «Soliloquia», dove Agostino conversa con la Ragione personificata per giungere alla conoscenza di sé e di Dio, al «De magistro», in cui la verità si rivela non più latente nell'anima ma proveniente da un Maestro interiore trascendente. Le «Confessiones» rappresentano l'apice di questa parabola: un dialogo intenso con Dio, intessuto di citazioni bibliche, che è insieme preghiera, confessione pubblica e testimonianza universale. Infine, si osserva come, pur abbandonando il genere dialogico in senso tecnico dopo il 391, Agostino mantenga questa disposizione dialogica nelle dispute pubbliche, nelle lettere e nei sermoni, confermando la definizione di Therese Fuhrer di Agostino come «uomo di dialogo». Il saggio si chiude riflettendo sull'attualità di questa lezione agostiniana: la verità si cerca insieme, con umiltà e disponibilità al confronto (con sé stessi, con gli altri, con Dio).
2026
Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova. Agostino d'Ippona
9788826610849
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3608764
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact