Considerata in prospettiva pedagogica, quindi assumendo una postura essenzialmente idiografica, quella della relazione tra città e anziani si profila come una questione alquanto sfaccettata. Sul vissuto delle persone attempate che abitano in un contesto urbano, così come su quello di soggetti che attraversano altre fasi della vita, incide infatti una pluralità di aspetti: in primis psicologici, sociali, culturali, economici, politici, istituzionali e di genere, che intersecandosi con quelli riguardanti lo specifico delle città in cui dimorano, ciascuna con una sua storia, elementi architettonici distintivi e infrastrutture peculiari, influenzano lo sguardo di ogni donna e ogni uomo, rendendolo unico. Ad accrescere la complessità della tematica concorre anche il fatto che per una sua chiarificazione in chiave educativa, l’approccio pedagogico, da solo, non basta; esso non può prescindere dal confrontarsi con altri punti di vista, da quello architettonico a quello geografico, da quello psicologico a quello sociologico, da quello economico a quello antropologico ecc. Insomma, l’evenienza di delineare un quadro incompiuto si profila, più che come un rischio, come una circostanza inevitabile. Proprio per questo si propone una riflessione costitutivamente aperta sui tratti e la cornice di uno scenario composito, nella consapevolezza di metterne a fuoco solo alcuni tasselli.

Anziani in città. Uno sguardo pedagogico-educativo

Gasperi Emma
2026

Abstract

Considerata in prospettiva pedagogica, quindi assumendo una postura essenzialmente idiografica, quella della relazione tra città e anziani si profila come una questione alquanto sfaccettata. Sul vissuto delle persone attempate che abitano in un contesto urbano, così come su quello di soggetti che attraversano altre fasi della vita, incide infatti una pluralità di aspetti: in primis psicologici, sociali, culturali, economici, politici, istituzionali e di genere, che intersecandosi con quelli riguardanti lo specifico delle città in cui dimorano, ciascuna con una sua storia, elementi architettonici distintivi e infrastrutture peculiari, influenzano lo sguardo di ogni donna e ogni uomo, rendendolo unico. Ad accrescere la complessità della tematica concorre anche il fatto che per una sua chiarificazione in chiave educativa, l’approccio pedagogico, da solo, non basta; esso non può prescindere dal confrontarsi con altri punti di vista, da quello architettonico a quello geografico, da quello psicologico a quello sociologico, da quello economico a quello antropologico ecc. Insomma, l’evenienza di delineare un quadro incompiuto si profila, più che come un rischio, come una circostanza inevitabile. Proprio per questo si propone una riflessione costitutivamente aperta sui tratti e la cornice di uno scenario composito, nella consapevolezza di metterne a fuoco solo alcuni tasselli.
2026
Ripensare il vivere in città a partire da sguardi "marginali". Riflessioni interdisciplinari sul costruire comunità educanti
979-12-5511-033-0
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