L’articolo analizza il metodo critico di Renato Barilli, fissato in un prezioso volumetto: 'Culturologia e fenomenologia degli stili' (1982), su cui si sono formate generazioni di allieve-i all’Università di Bologna, corso di laurea DAMS. Muovendo dalla fenomenologia critica di Luciano Anceschi, Barilli sviluppa un approccio aperto e flessibile che coniuga l’attenzione ai fenomeni particolari con la ricerca delle strutture generali. Centrale è l’uso delle "coppie bipolari", mutuate da Heinrich Wölfflin, atte a schematizzare le dinamiche degli stili salvaguardando però l’imprevedibilità del loro fluire storico. Da Erwin Panofsky è ricavata la nozione di "forma simbolica", il primo ponte che garantisce la connessione delle forme artistiche col più ampio contesto dei saperi che caratterizzano un’epoca. Lucien Goldmann fornisce il concetto di “omologia” che sposta il rapporto sull’asse che conduce al saldo sostrato della cultura materiale. Infine, Marshall McLuhan consegna a Barilli l’acquisizione teorica di una tecnologia riscattata dall’inerzia e riconsegnata a pieno titolo alla vita storico-culturale, tanto che anche per essa vale una coppia bipolare: mezzi caldi - freddi. Barilli sintetizza questi apporti nel metodo "culturologico", che mira a individuare i grandi cicli culturali, le tecniche che li innervano, gli svolgimenti stilistici e le omologie tra strato materiale e simbolico, così come quelle interne al medesimo strato.
Renato Barilli maestro di metodo
Bartorelli, Guido
2026
Abstract
L’articolo analizza il metodo critico di Renato Barilli, fissato in un prezioso volumetto: 'Culturologia e fenomenologia degli stili' (1982), su cui si sono formate generazioni di allieve-i all’Università di Bologna, corso di laurea DAMS. Muovendo dalla fenomenologia critica di Luciano Anceschi, Barilli sviluppa un approccio aperto e flessibile che coniuga l’attenzione ai fenomeni particolari con la ricerca delle strutture generali. Centrale è l’uso delle "coppie bipolari", mutuate da Heinrich Wölfflin, atte a schematizzare le dinamiche degli stili salvaguardando però l’imprevedibilità del loro fluire storico. Da Erwin Panofsky è ricavata la nozione di "forma simbolica", il primo ponte che garantisce la connessione delle forme artistiche col più ampio contesto dei saperi che caratterizzano un’epoca. Lucien Goldmann fornisce il concetto di “omologia” che sposta il rapporto sull’asse che conduce al saldo sostrato della cultura materiale. Infine, Marshall McLuhan consegna a Barilli l’acquisizione teorica di una tecnologia riscattata dall’inerzia e riconsegnata a pieno titolo alla vita storico-culturale, tanto che anche per essa vale una coppia bipolare: mezzi caldi - freddi. Barilli sintetizza questi apporti nel metodo "culturologico", che mira a individuare i grandi cicli culturali, le tecniche che li innervano, gli svolgimenti stilistici e le omologie tra strato materiale e simbolico, così come quelle interne al medesimo strato.Pubblicazioni consigliate
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