Il capitolo presenta una riflessione sul ruolo degli albi illustrati nell educazione geografica dei bambini nei primi anni di scuola, a partire dalle attivita e dalle prospettive di ricerca sviluppate presso la SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, con particolare riferimento al lavoro del CIRSE, Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi. Il contributo si colloca nell ambito di una ricerca orientata al miglioramento dei sistemi educativi e alla valorizzazione di pratiche didattiche capaci di coinvolgere studenti, docenti, istituzioni scolastiche e decisori politici in processi di costruzione condivisa della conoscenza. La riflessione prende avvio dall idea che la Geografia, fin dall infanzia, rappresenti un sapere essenziale per lo sviluppo di uno sguardo critico, sensibile e consapevole sul mondo. Prima ancora dell acquisizione formale dei concetti disciplinari, i bambini costruiscono infatti relazioni significative con lo spazio attraverso il movimento, il gioco, l esplorazione, la manipolazione, l osservazione e la narrazione. In tali esperienze si formano competenze pre geografice che permettono loro di elaborare prime percezioni di luogo, paesaggio, territorio e ambiente, intrecciando dimensioni cognitive, affettive, corporee e immaginative. Il capitolo sottolinea come lo spazio vissuto non sia per il bambino un semplice contenitore di azioni, ma una dimensione costitutiva dell identita. Gli ambienti abitati, trasformati e personalizzati parlano dei bisogni, dei desideri e delle forme di relazione dei bambini con il mondo. In questa prospettiva, la scuola assume un ruolo fondamentale nel predisporre situazioni educative capaci di favorire esplorazione, scoperta e dialogo, valorizzando la curiosita infantile e trasformando le esperienze sensibili in occasioni di apprendimento geografico. Le indicazioni curricolari svizzere e brasiliane richiamate nel contributo evidenziano l importanza dell esperienza, del gioco e delle interazioni nei primi anni della formazione. Entro tale cornice, l insegnamento della Geografia e interpretato come un campo di sapere che unisce sensibilita, immaginazione e ragionamento, evitando approcci precocemente astratti e privilegiando invece pratiche capaci di partire dallo spazio di vita dei bambini. La Geografia diventa cosi una disciplina che educa a osservare, interrogare e interpretare il mondo, promuovendo apprendimenti significativi fondati sull intreccio tra emozione, linguaggio e conoscenza. In questo quadro, gli albi illustrati sono analizzati come strumenti didattici privilegiati per educare lo sguardo geografico. Grazie alla combinazione di immagini e testi, essi permettono di costruire ponti tra affettivita e comprensione, tra immaginazione e sapere, tra esperienza personale e apertura alla complessita del mondo. Attraverso le narrazioni visive e verbali, i bambini possono viaggiare con gli occhi e con il cuore, esplorando luoghi vicini e lontani, riconoscendo differenze, formulando domande e attribuendo significati agli spazi rappresentati. Il capitolo si interroga dunque su come gli albi illustrati possano contribuire a sviluppare nei bambini uno sguardo geografico capace di integrare emozione, immaginazione e conoscenza. La proposta valorizza una didattica della Geografia fondata sull esperienza, sulla mediazione pedagogica e sulla pluralita dei linguaggi, riconoscendo nell infanzia un tempo decisivo per costruire le basi di una relazione critica, creativa e responsabile con lo spazio e con i luoghi della vita quotidiana.

Viajar com os olhos e com o coração: Ensinar geografia por meio dos álbuns ilustrados.

Rocca L.
Writing – Original Draft Preparation
;
2026

Abstract

Il capitolo presenta una riflessione sul ruolo degli albi illustrati nell educazione geografica dei bambini nei primi anni di scuola, a partire dalle attivita e dalle prospettive di ricerca sviluppate presso la SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, con particolare riferimento al lavoro del CIRSE, Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi. Il contributo si colloca nell ambito di una ricerca orientata al miglioramento dei sistemi educativi e alla valorizzazione di pratiche didattiche capaci di coinvolgere studenti, docenti, istituzioni scolastiche e decisori politici in processi di costruzione condivisa della conoscenza. La riflessione prende avvio dall idea che la Geografia, fin dall infanzia, rappresenti un sapere essenziale per lo sviluppo di uno sguardo critico, sensibile e consapevole sul mondo. Prima ancora dell acquisizione formale dei concetti disciplinari, i bambini costruiscono infatti relazioni significative con lo spazio attraverso il movimento, il gioco, l esplorazione, la manipolazione, l osservazione e la narrazione. In tali esperienze si formano competenze pre geografice che permettono loro di elaborare prime percezioni di luogo, paesaggio, territorio e ambiente, intrecciando dimensioni cognitive, affettive, corporee e immaginative. Il capitolo sottolinea come lo spazio vissuto non sia per il bambino un semplice contenitore di azioni, ma una dimensione costitutiva dell identita. Gli ambienti abitati, trasformati e personalizzati parlano dei bisogni, dei desideri e delle forme di relazione dei bambini con il mondo. In questa prospettiva, la scuola assume un ruolo fondamentale nel predisporre situazioni educative capaci di favorire esplorazione, scoperta e dialogo, valorizzando la curiosita infantile e trasformando le esperienze sensibili in occasioni di apprendimento geografico. Le indicazioni curricolari svizzere e brasiliane richiamate nel contributo evidenziano l importanza dell esperienza, del gioco e delle interazioni nei primi anni della formazione. Entro tale cornice, l insegnamento della Geografia e interpretato come un campo di sapere che unisce sensibilita, immaginazione e ragionamento, evitando approcci precocemente astratti e privilegiando invece pratiche capaci di partire dallo spazio di vita dei bambini. La Geografia diventa cosi una disciplina che educa a osservare, interrogare e interpretare il mondo, promuovendo apprendimenti significativi fondati sull intreccio tra emozione, linguaggio e conoscenza. In questo quadro, gli albi illustrati sono analizzati come strumenti didattici privilegiati per educare lo sguardo geografico. Grazie alla combinazione di immagini e testi, essi permettono di costruire ponti tra affettivita e comprensione, tra immaginazione e sapere, tra esperienza personale e apertura alla complessita del mondo. Attraverso le narrazioni visive e verbali, i bambini possono viaggiare con gli occhi e con il cuore, esplorando luoghi vicini e lontani, riconoscendo differenze, formulando domande e attribuendo significati agli spazi rappresentati. Il capitolo si interroga dunque su come gli albi illustrati possano contribuire a sviluppare nei bambini uno sguardo geografico capace di integrare emozione, immaginazione e conoscenza. La proposta valorizza una didattica della Geografia fondata sull esperienza, sulla mediazione pedagogica e sulla pluralita dei linguaggi, riconoscendo nell infanzia un tempo decisivo per costruire le basi di una relazione critica, creativa e responsabile con lo spazio e con i luoghi della vita quotidiana.
2026
Movimentos para ensinar geografia em tempos de estranhamentos
9786554177153
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3600759
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