Se si intende la libertà come la possibilità che ha l’essere umano di compiere le proprie scelte e di autodeterminarsi in un quadro caratterizzato da una contrapposizione tra ciò che è necessario e inevitabile e ciò che è contingente e accidentale, nel piano della narrazione la libertà dello scrittore si pone all’incrocio tra costrizioni di varia natura e una serie pressoché illimitata di scelte. L’articolo prende in esame alcuni dispositivi testuali che illustrano alcune modalità di possibilità nei romanzi di Michel Houellebecq a partire da passi tratti da "La possibilité d’une île" (2005), "La carte et le territoire" (2010) e "Anéantir" (2022): in primis le contronarrazioni come mondi (im)possibili e spazi di libertà alternative, in seconda istanza i sogni e le biforcazioni e, infine, le rappresentazioni di artisti eterodossi e i riferimenti al libertinaggio. Se la libertà individuale ha condotto a esiti nefasti la società occidentale, Houellebecq introduce delle libertà possibili nell’ambito della fiction, ma lo fa a un secondo livello: la fiction nella fiction offre delle alternative a una realtà della fiction dove la libertà intesa come liberalismo e liberazione sessuale ha condotto a uno stallo e a una condizione di insoddisfazione. Le narrazioni che si staccano dalla linea principale appaiono creazioni e sperimentazioni variamente connesse al piano della speculazione, della virtualità, dell’anti-realismo, ma anche come necessità e speranze dell’essere umano destinate a essere disattese.

Libertà (im)possibili. Biforcazioni e articolazioni della fiction in Michel Houellebecq

Piva, Marika
2026

Abstract

Se si intende la libertà come la possibilità che ha l’essere umano di compiere le proprie scelte e di autodeterminarsi in un quadro caratterizzato da una contrapposizione tra ciò che è necessario e inevitabile e ciò che è contingente e accidentale, nel piano della narrazione la libertà dello scrittore si pone all’incrocio tra costrizioni di varia natura e una serie pressoché illimitata di scelte. L’articolo prende in esame alcuni dispositivi testuali che illustrano alcune modalità di possibilità nei romanzi di Michel Houellebecq a partire da passi tratti da "La possibilité d’une île" (2005), "La carte et le territoire" (2010) e "Anéantir" (2022): in primis le contronarrazioni come mondi (im)possibili e spazi di libertà alternative, in seconda istanza i sogni e le biforcazioni e, infine, le rappresentazioni di artisti eterodossi e i riferimenti al libertinaggio. Se la libertà individuale ha condotto a esiti nefasti la società occidentale, Houellebecq introduce delle libertà possibili nell’ambito della fiction, ma lo fa a un secondo livello: la fiction nella fiction offre delle alternative a una realtà della fiction dove la libertà intesa come liberalismo e liberazione sessuale ha condotto a uno stallo e a una condizione di insoddisfazione. Le narrazioni che si staccano dalla linea principale appaiono creazioni e sperimentazioni variamente connesse al piano della speculazione, della virtualità, dell’anti-realismo, ma anche come necessità e speranze dell’essere umano destinate a essere disattese.
2026
L'oscena libertà. Libertinismo e illuminismo radicale nella letteratura e nell'immaginario contemporanei
9791222330594
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