Introduzione La variabilità della frequenza cardiaca (HRV) rappresenta un indice non invasivo delle capacità di autoregolazione psicofisiologica e dell’adattamento a contesti mutevoli (Thayer & Lane, 2000). Evidenze recenti mostrano un’associazione tra HRV e funzionamento cognitivo, in particolare con le funzioni esecutive coinvolte nell’inibizione delle risposte automatiche (Forte et al., 2019; Magnon et al., 2022). In ambito sportivo, Gu et al. (2019) hanno trovato che sport caratterizzati da elevata variabilità ambientale e da un continuo adattamento percettivo–motorio richiedono un maggiore coinvolgimento dei processi attentivi e inibitori. Tuttavia, il confronto diretto tra diverse discipline risulta ancora poco esplorato. Metodo 101 partecipanti (M_età = 25.52, SD = 4.70) praticanti arrampicata sportiva (N = 27), futsal (N = 32), sport da combattimento (N = 23) e un gruppo di controllo (N = 19), ha completato un compito di eye tracking con monitoraggio dell’HRV tramite sensore BVP-Flex/Pro. Il compito comprendeva un blocco “Pro” in cui fissare il target e un blocco “Ante” in cui spostare lo sguardo dalla parte opposta al target. Inoltre, sono stati somministrati il Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Short Form (Di Fabio & Palazzeschi, 2011) e la Resilience Scale – 10 (Peveri, 2010). Risultati Il test di Wilcoxon ha evidenziato un calo significativo di SDNN durante il compito rispetto al periodo pre-attività (V=1160, p=.0018). Successivamente, il test di Kruskal-Wallis sulle misure assolute di SDNN e sul cambiamento da pre a durante il compito non hanno evidenziato differenze tra i gruppi, suggerendo un effetto stressogeno simile indipendentemente dall’esperienza sportiva. Il test di Kruskal-Wallis sui tempi di reazione alla prova Ante (RT_Ante) ha mostrato differenze significative tra gruppi (χ²=7.66, df=3, p=.054). L’analisi post-hoc di Dunn ha evidenziato tempi significativamente più lunghi nel gruppo di arti marziali rispetto al gruppo di arrampicata (Z = 2.71, p=.003) e al gruppo di controllo non sportivo (Z= −1.75, p=.040). La frequenza di allenamento differisce significativamente tra gruppi (χ² = 22.5, p<.001), con i gruppi di futsal e sport da combattimento che si allenano più del gruppo arrampicata e del gruppo di controllo. La frequenza di allenamento non ha mostrato effetti diretti su variabili cardiache o prestazioni cognitive, ma correlazioni di Spearman evidenziano associazioni positive con l’intelligenza emotiva (TEIQUE_TOT, ρ =.26, p < .01) e la resilienza (RS_TOT, ρ = .28, p < .01), indicando che un maggiore impegno sportivo è legato a punteggi più alti in alcune dimensioni psicologiche. Discussione/Conclusioni Il compito cognitivo ha determinato una diminuzione significativa dell’HRV, indipendentemente dalla disciplina sportiva, senza influenzare direttamente le prestazioni cognitive. Contrariamente a quanto riportato da Gu et al. (2019) per sport open-skill, gli atleti di sport da combattimento hanno mostrato tempi di reazione più lunghi nella prova di inibizione rispetto ad arrampicatori e soggetti non sportivi, suggerendo differenze nel controllo esecutivo e nelle strategie attentive tra discipline. Sebbene la frequenza di allenamento sia positivamente correlata a intelligenza emotiva e resilienza, nei nostri dati non emerge un ruolo predittivo sulla prestazione cognitiva o sull’HRV. Take over Scopri come l’attività cognitiva influisce sulla variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e come diverse discipline sportive modulano le prestazioni esecutive, evidenziando differenze nel controllo inibitorio e nelle strategie attenzionali tra atleti di sport di squadra, arti marziali e arrampicata.
Variabilità della frequenza cardiaca e controllo esecutivo nelle diverse discipline sportive: un’analisi comparativa
Valentina Tomaselli
;Irene Leo
2026
Abstract
Introduzione La variabilità della frequenza cardiaca (HRV) rappresenta un indice non invasivo delle capacità di autoregolazione psicofisiologica e dell’adattamento a contesti mutevoli (Thayer & Lane, 2000). Evidenze recenti mostrano un’associazione tra HRV e funzionamento cognitivo, in particolare con le funzioni esecutive coinvolte nell’inibizione delle risposte automatiche (Forte et al., 2019; Magnon et al., 2022). In ambito sportivo, Gu et al. (2019) hanno trovato che sport caratterizzati da elevata variabilità ambientale e da un continuo adattamento percettivo–motorio richiedono un maggiore coinvolgimento dei processi attentivi e inibitori. Tuttavia, il confronto diretto tra diverse discipline risulta ancora poco esplorato. Metodo 101 partecipanti (M_età = 25.52, SD = 4.70) praticanti arrampicata sportiva (N = 27), futsal (N = 32), sport da combattimento (N = 23) e un gruppo di controllo (N = 19), ha completato un compito di eye tracking con monitoraggio dell’HRV tramite sensore BVP-Flex/Pro. Il compito comprendeva un blocco “Pro” in cui fissare il target e un blocco “Ante” in cui spostare lo sguardo dalla parte opposta al target. Inoltre, sono stati somministrati il Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Short Form (Di Fabio & Palazzeschi, 2011) e la Resilience Scale – 10 (Peveri, 2010). Risultati Il test di Wilcoxon ha evidenziato un calo significativo di SDNN durante il compito rispetto al periodo pre-attività (V=1160, p=.0018). Successivamente, il test di Kruskal-Wallis sulle misure assolute di SDNN e sul cambiamento da pre a durante il compito non hanno evidenziato differenze tra i gruppi, suggerendo un effetto stressogeno simile indipendentemente dall’esperienza sportiva. Il test di Kruskal-Wallis sui tempi di reazione alla prova Ante (RT_Ante) ha mostrato differenze significative tra gruppi (χ²=7.66, df=3, p=.054). L’analisi post-hoc di Dunn ha evidenziato tempi significativamente più lunghi nel gruppo di arti marziali rispetto al gruppo di arrampicata (Z = 2.71, p=.003) e al gruppo di controllo non sportivo (Z= −1.75, p=.040). La frequenza di allenamento differisce significativamente tra gruppi (χ² = 22.5, p<.001), con i gruppi di futsal e sport da combattimento che si allenano più del gruppo arrampicata e del gruppo di controllo. La frequenza di allenamento non ha mostrato effetti diretti su variabili cardiache o prestazioni cognitive, ma correlazioni di Spearman evidenziano associazioni positive con l’intelligenza emotiva (TEIQUE_TOT, ρ =.26, p < .01) e la resilienza (RS_TOT, ρ = .28, p < .01), indicando che un maggiore impegno sportivo è legato a punteggi più alti in alcune dimensioni psicologiche. Discussione/Conclusioni Il compito cognitivo ha determinato una diminuzione significativa dell’HRV, indipendentemente dalla disciplina sportiva, senza influenzare direttamente le prestazioni cognitive. Contrariamente a quanto riportato da Gu et al. (2019) per sport open-skill, gli atleti di sport da combattimento hanno mostrato tempi di reazione più lunghi nella prova di inibizione rispetto ad arrampicatori e soggetti non sportivi, suggerendo differenze nel controllo esecutivo e nelle strategie attentive tra discipline. Sebbene la frequenza di allenamento sia positivamente correlata a intelligenza emotiva e resilienza, nei nostri dati non emerge un ruolo predittivo sulla prestazione cognitiva o sull’HRV. Take over Scopri come l’attività cognitiva influisce sulla variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e come diverse discipline sportive modulano le prestazioni esecutive, evidenziando differenze nel controllo inibitorio e nelle strategie attenzionali tra atleti di sport di squadra, arti marziali e arrampicata.Pubblicazioni consigliate
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