Con il Testo Unico sulle Rinnovabili (d.lgs. 24 novembre 2024, n. 190), il legislatore ha inteso razionalizzare la labirintica normativa in materia di regimi abilitativi per l’installazione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Tale corpo normativo, soprattutto all’esito delle modifiche e delle integrazioni apportate con il d.lgs. 26 novembre 2025, n. 178 e il d.l. 21 novembre 2025, n. 175 (convertito con modificazioni in legge 16 gennaio 2026, n. 4) presenta altresì una serie di criticità indagate con il presente contributo. Dato conto talune difformità procedurali che hanno afflitto la procedura di approvazione del testo unico, l’analisi dà conto del profilarsi esplicito di una gerarchia tra i pubblici interessi derivante dall’introduzione del principio di massima diffusione degli impianti FER; sono poi oggetto di analisi i regimi amministrativi preordinati alla formazione dei titoli abilitativi necessari all’installazione e all’esercizio degli impianti FER e, da ultimo, il nuovo sistema delle aree idonee all’installazione delle infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili, oggetto di un globale ripensamento con il d.l. n. 175 del 2025. Il quadro giuridico risultante dagli interventi legislativi oggetto di analisi è senza dubbio più razionale rispetto al regime previgente, ma allo stesso tempo si registra una sorta di fuga dal procedimento amministrativo e dalla relativa capacità di governo della complessità.

Il Testo Unico sulle Rinnovabili tra razionalizzazione della disciplina e fuga dalla complessità

Francesco Scattolin
2026

Abstract

Con il Testo Unico sulle Rinnovabili (d.lgs. 24 novembre 2024, n. 190), il legislatore ha inteso razionalizzare la labirintica normativa in materia di regimi abilitativi per l’installazione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Tale corpo normativo, soprattutto all’esito delle modifiche e delle integrazioni apportate con il d.lgs. 26 novembre 2025, n. 178 e il d.l. 21 novembre 2025, n. 175 (convertito con modificazioni in legge 16 gennaio 2026, n. 4) presenta altresì una serie di criticità indagate con il presente contributo. Dato conto talune difformità procedurali che hanno afflitto la procedura di approvazione del testo unico, l’analisi dà conto del profilarsi esplicito di una gerarchia tra i pubblici interessi derivante dall’introduzione del principio di massima diffusione degli impianti FER; sono poi oggetto di analisi i regimi amministrativi preordinati alla formazione dei titoli abilitativi necessari all’installazione e all’esercizio degli impianti FER e, da ultimo, il nuovo sistema delle aree idonee all’installazione delle infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili, oggetto di un globale ripensamento con il d.l. n. 175 del 2025. Il quadro giuridico risultante dagli interventi legislativi oggetto di analisi è senza dubbio più razionale rispetto al regime previgente, ma allo stesso tempo si registra una sorta di fuga dal procedimento amministrativo e dalla relativa capacità di governo della complessità.
2026
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