Il contributo ricostruisce alcuni nuclei fondamentali della riflessione di Franco Cardini sulla cavalleria medievale, assumendo il tema della nostalgia cavalleresca come chiave d’accesso a un immaginario storico, simbolico e antropologico di lunga durata. A partire dal verso ariostesco Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!, il saggio mostra come, nell’opera di Cardini, la cavalleria sia indagata non soltanto come istituzione militare o codice aristocratico, ma come sistema complesso di valori, riti, miti e rappresentazioni, capace di attraversare epoche diverse e di riemergere come archetipo etico e figura metastorica. Particolare attenzione è dedicata alla lettura cardiniana di Francesco d’Assisi e Galgano da Chiusdino come figure di trasformazione della militia: entrambi legati, in modi diversi, all’immaginario cavalleresco, essi trasfigurano la cavalleria in una forma spirituale, passando dalla militia huius saeculi alla militia Christi. Attraverso il confronto con Pio Rajna, con la matière de Bretagne, con il tema dell’avventura, dell’addobbamento, della giovinezza guerriera e della giunzione uomo-cavallo, l’articolo mette in luce la specificità del metodo di Cardini: una ricerca fondata sul rigore storico e documentario, ma aperta agli strumenti della filologia, dell’antropologia culturale, della storia delle religioni e dell’immaginario. Ne emerge una cavalleria intesa come struttura simbolica persistente: luogo di tensione fra violenza e disciplina, onore e nostalgia, rito e racconto, storia e mito. L’opera di Cardini sposta l’indagine dalle “origini” alle “radici” della cavalleria, interrogando il prestigio quasi sacrale del cavaliere, la funzione delle armi e del cavallo, e la permanenza di modelli archetipici capaci di illuminare, insieme, il Medioevo e il nostro presente. The article reconstructs several fundamental aspects of Franco Cardini’s reflection on medieval chivalry, taking the theme of chivalric nostalgia as a key to a historical, symbolic, and anthropological imaginary of longue durée. Starting from Ariosto’s line Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!, the essay shows how, in Cardini’s work, chivalry is investigated not only as a military institution or an aristocratic code, but as a complex system of values, rites, myths, and representations, capable of crossing different epochs and re-emerging as an ethical archetype and a metahistorical figure. Particular attention is devoted to Cardini’s reading of Francis of Assisi and Galgano da Chiusdino as figures of transformation of the militia: both linked, in different ways, to the chivalric imaginary, they transfigure chivalry into a spiritual form, passing from the militia huius saeculi to the militia Christi. Through comparison with Pio Rajna, with the matière de Bretagne, and with the themes of adventure, dubbing, warrior youth, and the human-horse conjunction, the article highlights the specificity of Cardini’s method: a form of research grounded in historical and documentary rigour, yet open to the tools of philology, cultural anthropology, the history of religions, and the study of the imaginary. What emerges is an understanding of chivalry as a persistent symbolic structure: a site of tension between violence and discipline, honour and nostalgia, rite and narrative, history and myth. Cardini’s work shifts the investigation from the “origins” to the “roots” of chivalry, questioning the almost sacral prestige of the knight, the function of weapons and the horse, and the persistence of archetypal models capable of illuminating both the Middle Ages and our present.

Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui! Percorsi cavallereschi nell’opera di Franco Cardini

Elena Muzzolon
2025

Abstract

Il contributo ricostruisce alcuni nuclei fondamentali della riflessione di Franco Cardini sulla cavalleria medievale, assumendo il tema della nostalgia cavalleresca come chiave d’accesso a un immaginario storico, simbolico e antropologico di lunga durata. A partire dal verso ariostesco Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!, il saggio mostra come, nell’opera di Cardini, la cavalleria sia indagata non soltanto come istituzione militare o codice aristocratico, ma come sistema complesso di valori, riti, miti e rappresentazioni, capace di attraversare epoche diverse e di riemergere come archetipo etico e figura metastorica. Particolare attenzione è dedicata alla lettura cardiniana di Francesco d’Assisi e Galgano da Chiusdino come figure di trasformazione della militia: entrambi legati, in modi diversi, all’immaginario cavalleresco, essi trasfigurano la cavalleria in una forma spirituale, passando dalla militia huius saeculi alla militia Christi. Attraverso il confronto con Pio Rajna, con la matière de Bretagne, con il tema dell’avventura, dell’addobbamento, della giovinezza guerriera e della giunzione uomo-cavallo, l’articolo mette in luce la specificità del metodo di Cardini: una ricerca fondata sul rigore storico e documentario, ma aperta agli strumenti della filologia, dell’antropologia culturale, della storia delle religioni e dell’immaginario. Ne emerge una cavalleria intesa come struttura simbolica persistente: luogo di tensione fra violenza e disciplina, onore e nostalgia, rito e racconto, storia e mito. L’opera di Cardini sposta l’indagine dalle “origini” alle “radici” della cavalleria, interrogando il prestigio quasi sacrale del cavaliere, la funzione delle armi e del cavallo, e la permanenza di modelli archetipici capaci di illuminare, insieme, il Medioevo e il nostro presente. The article reconstructs several fundamental aspects of Franco Cardini’s reflection on medieval chivalry, taking the theme of chivalric nostalgia as a key to a historical, symbolic, and anthropological imaginary of longue durée. Starting from Ariosto’s line Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!, the essay shows how, in Cardini’s work, chivalry is investigated not only as a military institution or an aristocratic code, but as a complex system of values, rites, myths, and representations, capable of crossing different epochs and re-emerging as an ethical archetype and a metahistorical figure. Particular attention is devoted to Cardini’s reading of Francis of Assisi and Galgano da Chiusdino as figures of transformation of the militia: both linked, in different ways, to the chivalric imaginary, they transfigure chivalry into a spiritual form, passing from the militia huius saeculi to the militia Christi. Through comparison with Pio Rajna, with the matière de Bretagne, and with the themes of adventure, dubbing, warrior youth, and the human-horse conjunction, the article highlights the specificity of Cardini’s method: a form of research grounded in historical and documentary rigour, yet open to the tools of philology, cultural anthropology, the history of religions, and the study of the imaginary. What emerges is an understanding of chivalry as a persistent symbolic structure: a site of tension between violence and discipline, honour and nostalgia, rite and narrative, history and myth. Cardini’s work shifts the investigation from the “origins” to the “roots” of chivalry, questioning the almost sacral prestige of the knight, the function of weapons and the horse, and the persistence of archetypal models capable of illuminating both the Middle Ages and our present.
2025
Gli eredi del centauro L’archetipo della giunzione uomo-cavallo nelle culture e nelle rappresentazioni letterarie
978-88-6058-146-4
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3594372
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