Il contributo presenta una riflessione intorno allo spazio per l’empatia nel diritto, collocandosi in un ambito che incrocia il discorso sulle emozioni e quello sulle virtù. Alla luce di questa prospettiva, il riconoscimento alle emozioni e alle virtù di un ruolo nel ragionamento giuridico non equivale ad ammettere l’ingresso al suo interno di elementi irrazionali. Il fatto che il giudice sia durante il giudizio mosso da emozioni consente (a) una migliore identificazione delle ragioni per agire ricavabili dal caso concreto; (b) la facilitazione della trasmissione dei valori in gioco nell’applicazione del diritto; (c) l’individuazione degli elementi davvero rilevanti in una situazione; (d) la motivazione all’azione, ovvero ad applicare il diritto verso specifiche direzioni. In questa prospettiva, non ci si limita a riconoscere il contributo delle emozioni alla determinazione del diritto, ma si giunge ad asserire che la presenza di emozioni nella decisione determini anche il carattere virtuoso di quest’ultima, esprimendo la disposizione virtuosa del giudice. Avvalendomi del contributo offerto da quest’ultimo orientamento, svolgo alcune riflessioni sul ruolo specifico che l’empatia può avere nel perseguimento dell’ideale del rule of law, a partire da una prospettiva che guarda al diritto come a una pratica sociale. Chiarita la concezione dell’empatia da me adottata e analizzate le modalità di un suo genuino esercizio, intendo domandarmi se e in che senso sia ravvisabile un suo ruolo nella pratica del diritto tale da promuovere il rule of law.
Rule of law e giustizia: lo spazio dell'empatia
Pariotti, ElenaWriting – Review & Editing
2026
Abstract
Il contributo presenta una riflessione intorno allo spazio per l’empatia nel diritto, collocandosi in un ambito che incrocia il discorso sulle emozioni e quello sulle virtù. Alla luce di questa prospettiva, il riconoscimento alle emozioni e alle virtù di un ruolo nel ragionamento giuridico non equivale ad ammettere l’ingresso al suo interno di elementi irrazionali. Il fatto che il giudice sia durante il giudizio mosso da emozioni consente (a) una migliore identificazione delle ragioni per agire ricavabili dal caso concreto; (b) la facilitazione della trasmissione dei valori in gioco nell’applicazione del diritto; (c) l’individuazione degli elementi davvero rilevanti in una situazione; (d) la motivazione all’azione, ovvero ad applicare il diritto verso specifiche direzioni. In questa prospettiva, non ci si limita a riconoscere il contributo delle emozioni alla determinazione del diritto, ma si giunge ad asserire che la presenza di emozioni nella decisione determini anche il carattere virtuoso di quest’ultima, esprimendo la disposizione virtuosa del giudice. Avvalendomi del contributo offerto da quest’ultimo orientamento, svolgo alcune riflessioni sul ruolo specifico che l’empatia può avere nel perseguimento dell’ideale del rule of law, a partire da una prospettiva che guarda al diritto come a una pratica sociale. Chiarita la concezione dell’empatia da me adottata e analizzate le modalità di un suo genuino esercizio, intendo domandarmi se e in che senso sia ravvisabile un suo ruolo nella pratica del diritto tale da promuovere il rule of law.Pubblicazioni consigliate
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