Il saggio intende avviare una riflessione sulla portata del Regolamento UE 2024/3015 che introduce norme che vietano agli operatori economici di immettere e mettere a disposizione sul mercato dell’UE o di esportare dal mercato dell’Unione prodotti ottenuti con il lavoro forzato. Premessa una analisi della struttura essenziale del regolamento e della novità, giuridicamente assai rilevante, relativa al recepimento da parte di uno strumento normativo europeo di una nozione direttamente attinta dallo Standard internazionali di riferimento (paragrafi 2 e 3), il saggio prosegue sviluppando un esame critico di alcuni profili che si ritengono particolarmente rilevanti: il ruolo degli Stati come “perpetratori di lavoro forzato” (paragrafo 4), il problema della correttezza delle stime di riferimento (paragrafo 5), l’assenza di attribuzione di un ruolo attivo ai lavoratori ed alle loro rappresentanze anche in termini sanzionatori (paragrafo 6) ed, infine, il problema della esclusione dei servizi di trasporto.
Lavoro forzato e importazioni: il regolamento UE 2024/3015 e gli standard rilevanti dell’organizzazione internazionale del lavoro. Profili critici
sitzia a.;zanin v.
2025
Abstract
Il saggio intende avviare una riflessione sulla portata del Regolamento UE 2024/3015 che introduce norme che vietano agli operatori economici di immettere e mettere a disposizione sul mercato dell’UE o di esportare dal mercato dell’Unione prodotti ottenuti con il lavoro forzato. Premessa una analisi della struttura essenziale del regolamento e della novità, giuridicamente assai rilevante, relativa al recepimento da parte di uno strumento normativo europeo di una nozione direttamente attinta dallo Standard internazionali di riferimento (paragrafi 2 e 3), il saggio prosegue sviluppando un esame critico di alcuni profili che si ritengono particolarmente rilevanti: il ruolo degli Stati come “perpetratori di lavoro forzato” (paragrafo 4), il problema della correttezza delle stime di riferimento (paragrafo 5), l’assenza di attribuzione di un ruolo attivo ai lavoratori ed alle loro rappresentanze anche in termini sanzionatori (paragrafo 6) ed, infine, il problema della esclusione dei servizi di trasporto.Pubblicazioni consigliate
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