L’articolo intende condividere pratiche, riflessioni teoriche, azioni di osservazione partecipante e shadowing su alcune dinamiche legate alla critica e alle alternative all’estrattivismo nell’Amazzonia dell’Ecuador, a partire da studi e collaborazioni sostenuti da risorse non convenzionali in una prospettiva che contempli l’umano e il più che umano. Si tratta di esperienze di cooperazione che integrano formazione, ricerca e public geography innervando reti tra gruppi di attori che si ritrovano attorno a percorsi di cambiamento svincolati dal «progetto di sviluppo» mainstream. Si riflette una continuità di tre decenni di presenza attiva sul territorio realizzata senza finanziamenti dedicati e con le poche risorse disponibili. Vi hanno partecipato ricercatori, attivisti, tesisti e dottorandi. Anno dopo anno sono state formalizzate diverse iniziative istituzionali con colleghe e colleghi dell’Área de Ambiente y Sustentabilidad della Universidad Andina Simón Bolívar di Quito, coinvolta in progetti di ricerca attivista con l’obiettivo di lasciare i combustibili nel sottosuolo (come l’iniziativa Yasuní-ITT), che hanno portato alla costruzione del corso di laurea magistrale internazionale, poi Erasmus Mundus, sui Cambiamenti Climatici e le Diversità. Si tratta di percorsi lunghi e di resistenza, maratone della reciproca conoscenza, che hanno visto succedersi diverse declinazioni dell’estrattivismo e dell’endocolonialismo, nelle alternanze dei governi, tra neoliberalismo e socialismo, del ventunesimo secolo.
Laboratori territoriali e «futuros post-estractivistas» in Amazzonia: prima e attorno alla laurea magistrale internazionale in Cambiamenti Climatici e Diversità
De Marchi M.;Pappalardo S.;Diantini A.;Facchinelli F.;Codato D.
2025
Abstract
L’articolo intende condividere pratiche, riflessioni teoriche, azioni di osservazione partecipante e shadowing su alcune dinamiche legate alla critica e alle alternative all’estrattivismo nell’Amazzonia dell’Ecuador, a partire da studi e collaborazioni sostenuti da risorse non convenzionali in una prospettiva che contempli l’umano e il più che umano. Si tratta di esperienze di cooperazione che integrano formazione, ricerca e public geography innervando reti tra gruppi di attori che si ritrovano attorno a percorsi di cambiamento svincolati dal «progetto di sviluppo» mainstream. Si riflette una continuità di tre decenni di presenza attiva sul territorio realizzata senza finanziamenti dedicati e con le poche risorse disponibili. Vi hanno partecipato ricercatori, attivisti, tesisti e dottorandi. Anno dopo anno sono state formalizzate diverse iniziative istituzionali con colleghe e colleghi dell’Área de Ambiente y Sustentabilidad della Universidad Andina Simón Bolívar di Quito, coinvolta in progetti di ricerca attivista con l’obiettivo di lasciare i combustibili nel sottosuolo (come l’iniziativa Yasuní-ITT), che hanno portato alla costruzione del corso di laurea magistrale internazionale, poi Erasmus Mundus, sui Cambiamenti Climatici e le Diversità. Si tratta di percorsi lunghi e di resistenza, maratone della reciproca conoscenza, che hanno visto succedersi diverse declinazioni dell’estrattivismo e dell’endocolonialismo, nelle alternanze dei governi, tra neoliberalismo e socialismo, del ventunesimo secolo.Pubblicazioni consigliate
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