Il contributo analizza la nozione di società a controllo pubblico alla luce del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (d.lgs. n. 175-2016), con specifico riguardo ai suoi riflessi nell’ambito del diritto della crisi e dell’insolvenza. Muovendo dal complesso intreccio definitorio contenuto nell’art. 2 TUSPP, l’indagine si concentra sulla distinzione tra la nozione generale di controllo e quella, più circoscritta, di società a controllo pubblico, evidenziandone la non sovrapponibilità sistematica. Particolare attenzione è dedicata alle ipotesi di controllo congiunto esercitato da più amministrazioni pubbliche, esaminandone i presupposti normativi e i limiti applicativi, anche in relazione al rinvio all’art. 2359 c.c. e al confronto con la disciplina dei patti parasociali e con i principi contabili internazionali. L’analisi critica gli orientamenti interpretativi che tendono ad ampliare in via presuntiva l’ambito del controllo pubblico nelle società a partecipazione frazionata, sostenendo invece la necessità di un accertamento fondato su strumenti giuridici formali di coordinamento. In conclusione, il lavoro mette in luce gli effetti rilevanti che la qualificazione di una società come 'a controllo pubblico' produce sul piano dell’organizzazione, della gestione e dell’appli­cazione delle regole speciali in materia di prevenzione della crisi e di insolvenza delle società partecipate pubbliche.

I confini della nozione di “società a controllo pubblico” nel prisma del diritto della crisi e dell’insolvenza delle società a partecipazione pubblica (The boundaries of the concept of “publicly controlled companies” in the light of insolvency and crisis law)

Maurizio Bianchini
2025

Abstract

Il contributo analizza la nozione di società a controllo pubblico alla luce del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (d.lgs. n. 175-2016), con specifico riguardo ai suoi riflessi nell’ambito del diritto della crisi e dell’insolvenza. Muovendo dal complesso intreccio definitorio contenuto nell’art. 2 TUSPP, l’indagine si concentra sulla distinzione tra la nozione generale di controllo e quella, più circoscritta, di società a controllo pubblico, evidenziandone la non sovrapponibilità sistematica. Particolare attenzione è dedicata alle ipotesi di controllo congiunto esercitato da più amministrazioni pubbliche, esaminandone i presupposti normativi e i limiti applicativi, anche in relazione al rinvio all’art. 2359 c.c. e al confronto con la disciplina dei patti parasociali e con i principi contabili internazionali. L’analisi critica gli orientamenti interpretativi che tendono ad ampliare in via presuntiva l’ambito del controllo pubblico nelle società a partecipazione frazionata, sostenendo invece la necessità di un accertamento fondato su strumenti giuridici formali di coordinamento. In conclusione, il lavoro mette in luce gli effetti rilevanti che la qualificazione di una società come 'a controllo pubblico' produce sul piano dell’organizzazione, della gestione e dell’appli­cazione delle regole speciali in materia di prevenzione della crisi e di insolvenza delle società partecipate pubbliche.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3576438
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