Il concorso per professore ordinario di Diritto civile a Padova viene bandito, alla morte del precedente titolare di cattedra, Luigi Bellavite, e si svolge, per soli titoli, nella primavera dell’anno 1886. I commissari, tre professori e due consiglieri di Stato, debbono valutare sette candidati, tra i quali spiccano alcuni nomi che diverranno illustri riferimenti della civilistica italiana, da Emanuele Gianturco a Vittore Vitali. I primi due classificati sono però Vittorio Polacco, secondo, e vincitore, con un punto di scarto, Pasquale Melucci, che in quel momento è già professore ordinario a Modena. Quest’ultimo, evidentemente, si è presentato al concorso padovano pur avendo già raggiunto il traguardo dell’ordinariato per ottenere un miglioramento di carriera ed economico, essendo Padova, a differenza di Modena, Università di primo grado. La stessa Commissione, nella relazione al Ministero, suggerisce che il posto rimasto scoperto a Modena sia assegnato a Polacco. Poco dopo l’esito del concorso tuttavia, anche per Modena si avvia l’iter del pareggiamento e, forse per questo motivo, Melucci non vede più la necessità di un trasloco, così come Polacco, padovano, preferirebbe ottenere il posto nel suo Ateneo di formazione. Entrambi chiedono perciò al Ministero di non trasferirsi. Dopo un iniziale diniego, il permesso è accordato, in via provvisoria per due anni accademici, divenendo però definitivo a partire dal 1888.
Il Concorso di diritto civile a Padova (1886): una ‘singolare’ vicenda di ordinaria accademia?
Valsecchi, Chiara
2025
Abstract
Il concorso per professore ordinario di Diritto civile a Padova viene bandito, alla morte del precedente titolare di cattedra, Luigi Bellavite, e si svolge, per soli titoli, nella primavera dell’anno 1886. I commissari, tre professori e due consiglieri di Stato, debbono valutare sette candidati, tra i quali spiccano alcuni nomi che diverranno illustri riferimenti della civilistica italiana, da Emanuele Gianturco a Vittore Vitali. I primi due classificati sono però Vittorio Polacco, secondo, e vincitore, con un punto di scarto, Pasquale Melucci, che in quel momento è già professore ordinario a Modena. Quest’ultimo, evidentemente, si è presentato al concorso padovano pur avendo già raggiunto il traguardo dell’ordinariato per ottenere un miglioramento di carriera ed economico, essendo Padova, a differenza di Modena, Università di primo grado. La stessa Commissione, nella relazione al Ministero, suggerisce che il posto rimasto scoperto a Modena sia assegnato a Polacco. Poco dopo l’esito del concorso tuttavia, anche per Modena si avvia l’iter del pareggiamento e, forse per questo motivo, Melucci non vede più la necessità di un trasloco, così come Polacco, padovano, preferirebbe ottenere il posto nel suo Ateneo di formazione. Entrambi chiedono perciò al Ministero di non trasferirsi. Dopo un iniziale diniego, il permesso è accordato, in via provvisoria per due anni accademici, divenendo però definitivo a partire dal 1888.Pubblicazioni consigliate
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