(ITA) Il presente articolo si concentra sulla vicenda del processo a Socrate, interrogandosi sui possibili retroscena ‘ambientali’ che abbiano condotto alla condanna del filosofo, nonostante la sua brillante difesa. La tesi di fondo è che, nella ‘turbolenta democrazia’ ateniese, l’interrogare socratico – inteso quale antidoto all’autoreferenzialità dell’opinione, e con essa, del potere – sia entrato in ‘rotta di collisione’ con diverse posizioni ben rappresentate nell’Atene del tempo, e, verosimilmente, anche nella giuria che condannò a morte il filosofo. In particolare, Socrate sarebbe risultato inviso, per ragioni convergenti, a due componenti notoriamente opposte tra loro nel corso della vita della democrazia ateniese: quella demagogica e quella oligarchica. (UK)This article focuses on the trial of Socrates, questioning the possible ‘environmental’ background that led to the philosopher's conviction, despite his brilliant defense. The underlying thesis is that, in the ‘turbulent’ Athenian democracy, Socratic questioning—intended as an antidote to the self-referentiality of opinion, and with it, of power—collided with various positions well-represented in contemporary Athens, and likely also on the jury that sentenced the philosopher to death. In particular, Socrates would have been disliked, for converging reasons, by two notoriously opposed forces throughout the life of Athenian democracy: the demagogic and the oligarchic.
La condanna a morte di Socrate nel contesto della crisi della democrazia ateniese. Considerazioni filosofico-giuridiche, tra storia e attualità
Reggio, F.
2025
Abstract
(ITA) Il presente articolo si concentra sulla vicenda del processo a Socrate, interrogandosi sui possibili retroscena ‘ambientali’ che abbiano condotto alla condanna del filosofo, nonostante la sua brillante difesa. La tesi di fondo è che, nella ‘turbolenta democrazia’ ateniese, l’interrogare socratico – inteso quale antidoto all’autoreferenzialità dell’opinione, e con essa, del potere – sia entrato in ‘rotta di collisione’ con diverse posizioni ben rappresentate nell’Atene del tempo, e, verosimilmente, anche nella giuria che condannò a morte il filosofo. In particolare, Socrate sarebbe risultato inviso, per ragioni convergenti, a due componenti notoriamente opposte tra loro nel corso della vita della democrazia ateniese: quella demagogica e quella oligarchica. (UK)This article focuses on the trial of Socrates, questioning the possible ‘environmental’ background that led to the philosopher's conviction, despite his brilliant defense. The underlying thesis is that, in the ‘turbulent’ Athenian democracy, Socratic questioning—intended as an antidote to the self-referentiality of opinion, and with it, of power—collided with various positions well-represented in contemporary Athens, and likely also on the jury that sentenced the philosopher to death. In particular, Socrates would have been disliked, for converging reasons, by two notoriously opposed forces throughout the life of Athenian democracy: the demagogic and the oligarchic.Pubblicazioni consigliate
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