Il lavoro prende lo spunto da un costrutto latino che ha costituito, per ogni studente di tale lingua, un punto fermo nell’insegnamento al tempo delle Medie Superiori (anche se forse oggi non è più così): il costrutto noto come “accusativo con infinito”; stando ai dettami dell’insegnamento scolastico (con poche eccezioni, vedi Traina – Bertotti, Sintassi normativa della lingua latina), tale costrutto prevede, tra l’altro, la lessicalizzazione obbligatoria del soggetto della frase subordinata infinitiva. Su questa base, Virgilio risulta essere passibile di bocciatura appunto in latino, in quanto scrive “infandum regina iubes renovare dolorem”, senza il soggetto “me”. Da qui si procede per argomentare una doppia struttura sintattica disponibile per questo costrutto, una delle quali sarà la “porta” per l’italiano.
Uno sguardo sul latino
BORGATO, GIANLUIGI
2007
Abstract
Il lavoro prende lo spunto da un costrutto latino che ha costituito, per ogni studente di tale lingua, un punto fermo nell’insegnamento al tempo delle Medie Superiori (anche se forse oggi non è più così): il costrutto noto come “accusativo con infinito”; stando ai dettami dell’insegnamento scolastico (con poche eccezioni, vedi Traina – Bertotti, Sintassi normativa della lingua latina), tale costrutto prevede, tra l’altro, la lessicalizzazione obbligatoria del soggetto della frase subordinata infinitiva. Su questa base, Virgilio risulta essere passibile di bocciatura appunto in latino, in quanto scrive “infandum regina iubes renovare dolorem”, senza il soggetto “me”. Da qui si procede per argomentare una doppia struttura sintattica disponibile per questo costrutto, una delle quali sarà la “porta” per l’italiano.Pubblicazioni consigliate
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