Il volume è la prima monografia dedicata a Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751), il più importante esponente della pittura a Vicenza nella prima metà del Settecento. “Pittore di merito” apprezzato dai suoi contemporanei, De Pieri fu abile nel coniugare la tradizione pittorica seicentesca, nel segno di Francesco Maffei e Giulio Carpioni, con le novità giunte a Vicenza da artisti foresti, come Luca Giordano, Giambattista Pittoni, Sebastiano Ricci, Antonio Balestra, e seppe rielaborare i suoi modelli in uno stile originale e chiaramente riconoscibile, disseminando il territorio berico di pale d’altare e dipinti per la devozione privata. Se l’area diocesana di Vicenza è quella che conta il numero più elevato di testimonianze, alcune sue opere si conservano anche a Padova, Treviso, Rovigo, Rovereto, Brescia e in terra bergamasca. A lungo trascurato dagli studi e riscoperto negli anni cinquanta del secolo scorso dallo studioso Licisco Magagnato, De Pieri torna pienamente in luce grazie a questa monografia, concepita come un catalogo generale e corredata da un ricco apparato illustrativo, frutto di estese campagne fotografiche condotte per l’occasione: accanto a un’ottantina di tele, sono presi in esame oltre centosessanta disegni, tra autografi e dubbi, la maggior parte dei quali riuniti nella cartella "Fatiche di me Antonio di Pieri", conservata nel Gabinetto dei Disegni e Stampe del Museo Civico di Palazzo Chiericati.
Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751). "Pittore di merito" del Settecento a Vicenza
Chiara Bombardini
2026
Abstract
Il volume è la prima monografia dedicata a Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751), il più importante esponente della pittura a Vicenza nella prima metà del Settecento. “Pittore di merito” apprezzato dai suoi contemporanei, De Pieri fu abile nel coniugare la tradizione pittorica seicentesca, nel segno di Francesco Maffei e Giulio Carpioni, con le novità giunte a Vicenza da artisti foresti, come Luca Giordano, Giambattista Pittoni, Sebastiano Ricci, Antonio Balestra, e seppe rielaborare i suoi modelli in uno stile originale e chiaramente riconoscibile, disseminando il territorio berico di pale d’altare e dipinti per la devozione privata. Se l’area diocesana di Vicenza è quella che conta il numero più elevato di testimonianze, alcune sue opere si conservano anche a Padova, Treviso, Rovigo, Rovereto, Brescia e in terra bergamasca. A lungo trascurato dagli studi e riscoperto negli anni cinquanta del secolo scorso dallo studioso Licisco Magagnato, De Pieri torna pienamente in luce grazie a questa monografia, concepita come un catalogo generale e corredata da un ricco apparato illustrativo, frutto di estese campagne fotografiche condotte per l’occasione: accanto a un’ottantina di tele, sono presi in esame oltre centosessanta disegni, tra autografi e dubbi, la maggior parte dei quali riuniti nella cartella "Fatiche di me Antonio di Pieri", conservata nel Gabinetto dei Disegni e Stampe del Museo Civico di Palazzo Chiericati.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.




