La questione abitativa è tornata al centro dell’attenzione nella ricerca e nell’opinione pubblica, dopo molti anni anche del dibattito parlamentatore. E’ evidente non solo la rilevanza quanto il carattere di vera emergenza sociale, a fronte di divari e disuguaglianze crescenti tra parti di città, della ripresa di lotte da parte di associazioni, di categorie sociali e di comitati di cittadini, dopo anni di progressiva riduzione degli investimenti pubblici, un progressivo ritiro dello Stato da un intervento legislativo e finanziario, di incertezze regionali sulle modalità di azione che risultino effettivamente capaci di aggredire il problema e risolverlo… almeno in parte! E l’azione del tutto straordinaria dei PINQUA (Programmi Innovativi per la Qualità dell’Abitare sostenuto dai fondi del PNRR) ha solo in parte sostenuto alcune amministrazioni comunali a gestire per un breve periodo l’emergenza della residenza pubblica. La dotazione residenziale pubblica resta fortemente sottodimensionata rispetto ai bisogni delle città. A rendere il tema ancora più complesso sono alcune questioni che tornano sempre nell’affrontare il delicato tema, soprattutto con amministratori, esperti di politiche pubbliche e ricercatore di questo campo di indagine: il degrado del patrimonio e la sua inadeguatezza rispetto ai requisiti di comfort, risparmio energetico, in breve di qualità residenziale; la presenza prevalente del patrimonio residenziale pubblico in aree urbane caratterizzate da forte marginalità economica e sociale e da consistenti fenomeni di degrado. Il problema abitativo si intreccia così in una stretta morsa con la necessità di seri interventi di rigenerazione urbana, finalizzati anche alla costruzione di nuove forme di riequilibrio – non solo sociale – con le città. La sessione ha quindi inteso innanzitutto investigare la “questione abitativa” così come va configurandosi negli ultimi anni, molto al di là dei dati raccolti dall’ISTAT e da numerosi altri centri di osservazione e monitoraggio, provando anche ad andare ben al di là della chiave tradizionali di lettura della domanda abitativa, spingendosi sino a scomporre il significato generalmente attribuito al termine di “abitare” (che in realtà si presenta sempre più spesso come un “processo” complesso). Questo percorso di scomposizione può presentare dei rischi (aumentare la complessità della questione, la sua problematicità con difficoltà poi di riuscire a venirne a capo, per formulare soluzioni, progetti e/o politiche) ma ha indubbi vantaggi.
Atti della Sessione parallela 6 - CITTA' PUBBLICA: Diritto alla casa come Diritto alla Città. XIV Giornata internazionale INU "Transizioni mirate/Transizioni deviate".
SAVINO M.
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2026
Abstract
La questione abitativa è tornata al centro dell’attenzione nella ricerca e nell’opinione pubblica, dopo molti anni anche del dibattito parlamentatore. E’ evidente non solo la rilevanza quanto il carattere di vera emergenza sociale, a fronte di divari e disuguaglianze crescenti tra parti di città, della ripresa di lotte da parte di associazioni, di categorie sociali e di comitati di cittadini, dopo anni di progressiva riduzione degli investimenti pubblici, un progressivo ritiro dello Stato da un intervento legislativo e finanziario, di incertezze regionali sulle modalità di azione che risultino effettivamente capaci di aggredire il problema e risolverlo… almeno in parte! E l’azione del tutto straordinaria dei PINQUA (Programmi Innovativi per la Qualità dell’Abitare sostenuto dai fondi del PNRR) ha solo in parte sostenuto alcune amministrazioni comunali a gestire per un breve periodo l’emergenza della residenza pubblica. La dotazione residenziale pubblica resta fortemente sottodimensionata rispetto ai bisogni delle città. A rendere il tema ancora più complesso sono alcune questioni che tornano sempre nell’affrontare il delicato tema, soprattutto con amministratori, esperti di politiche pubbliche e ricercatore di questo campo di indagine: il degrado del patrimonio e la sua inadeguatezza rispetto ai requisiti di comfort, risparmio energetico, in breve di qualità residenziale; la presenza prevalente del patrimonio residenziale pubblico in aree urbane caratterizzate da forte marginalità economica e sociale e da consistenti fenomeni di degrado. Il problema abitativo si intreccia così in una stretta morsa con la necessità di seri interventi di rigenerazione urbana, finalizzati anche alla costruzione di nuove forme di riequilibrio – non solo sociale – con le città. La sessione ha quindi inteso innanzitutto investigare la “questione abitativa” così come va configurandosi negli ultimi anni, molto al di là dei dati raccolti dall’ISTAT e da numerosi altri centri di osservazione e monitoraggio, provando anche ad andare ben al di là della chiave tradizionali di lettura della domanda abitativa, spingendosi sino a scomporre il significato generalmente attribuito al termine di “abitare” (che in realtà si presenta sempre più spesso come un “processo” complesso). Questo percorso di scomposizione può presentare dei rischi (aumentare la complessità della questione, la sua problematicità con difficoltà poi di riuscire a venirne a capo, per formulare soluzioni, progetti e/o politiche) ma ha indubbi vantaggi.Pubblicazioni consigliate
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