I tempi che stiamo vivendo appaiono irriducibili alla dimensione del mero avanzamento tecnologico. Si tratta, piuttosto, di una nuova grande trasformazione capace di ridefinire le coordinate spaziali, giuridiche ed esistenziali dell’agire umano. La transizione verso la dimensione digitale interseca in modo profondo lo statuto della cittadinanza e la centralità del lavoro, che nella prospettiva costituzionale non rappresenta solo una modalità di produzione della ricchezza, ma lo strumento per il pieno sviluppo della persona umana. Le forme classiche di tutela del lavoro – e della sua dignità – appaiono tuttavia indebolite da fenomeni più o meno recenti come la diffusione dei sistemi di IA, il ricorso alla robotica e all’automazione dei processi produttivi e la formazione di una nuova platea di working poor costituita dai lavoratori delle piattaforme. La riflessione corale che si propone in questo Volume rappresenta un invito a non subire passivamente l’innovazione tecnologico-digitale nel lavoro, ma a popolarla di contenuti antropologici e giuridici che trovano nella Costituzione una mappa ancora oggi attuale e da attuare. Il proposito è quello di contribuire a una transizione che, pur misurandosi con la complessità delle innovazioni, non smarrisca la vocazione profonda del lavoro nella sua accezione costituzionale: quella di essere strumento di emancipazione, di sviluppo personale e di partecipazione democratica.
Il lavoro nell’era digitale: scenari, fonti, soggettività
Giovanni Comazzetto;Andrea Michieli;Filippo Pizzolato
2026
Abstract
I tempi che stiamo vivendo appaiono irriducibili alla dimensione del mero avanzamento tecnologico. Si tratta, piuttosto, di una nuova grande trasformazione capace di ridefinire le coordinate spaziali, giuridiche ed esistenziali dell’agire umano. La transizione verso la dimensione digitale interseca in modo profondo lo statuto della cittadinanza e la centralità del lavoro, che nella prospettiva costituzionale non rappresenta solo una modalità di produzione della ricchezza, ma lo strumento per il pieno sviluppo della persona umana. Le forme classiche di tutela del lavoro – e della sua dignità – appaiono tuttavia indebolite da fenomeni più o meno recenti come la diffusione dei sistemi di IA, il ricorso alla robotica e all’automazione dei processi produttivi e la formazione di una nuova platea di working poor costituita dai lavoratori delle piattaforme. La riflessione corale che si propone in questo Volume rappresenta un invito a non subire passivamente l’innovazione tecnologico-digitale nel lavoro, ma a popolarla di contenuti antropologici e giuridici che trovano nella Costituzione una mappa ancora oggi attuale e da attuare. Il proposito è quello di contribuire a una transizione che, pur misurandosi con la complessità delle innovazioni, non smarrisca la vocazione profonda del lavoro nella sua accezione costituzionale: quella di essere strumento di emancipazione, di sviluppo personale e di partecipazione democratica.Pubblicazioni consigliate
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