La storia appartiene al momento dell’Eticità, che costituisce l’ultima figura dello Spirito oggettivo: in questo senso essa è il luogo in cui confluiscono e operano tutte le determinazioni della medesima sfera. Lo Spirito oggettivo costituisce una fase della evoluzione dello Spirito, nella quale esso, considerato in tutta l’estensione dei suoi momenti, si presenta ancora come spirito finito. La storia stessa, allora, proprio in quanto figura dello Spirito oggettivo partecipa della struttura ontologica propria di questa sfera e può essere considerata come il punto di massima maturazione a cui può arrivare il finito come tale. Se il mondo storico è il luogo dove lo Spirito si mostra ancora nella sua finitezza, ciò vuol dire, di conseguenza, che la filosofia della storia dà luogo in Hegel necessariamente ad una metafisica del finito e non ad una metafisica dell'assoluto. Essere nella storia significa avere consapevolezza di vivere nell'ambito di un paradosso, quello che costringe a cercare la migliore delle condizioni possibili di vita, sapendo che le situazioni concrete ed empiriche non ne consentiranno la completa realizzazione. Il mondo della storia è il mondo della finitezza proprio perché è variabile e contraddittorio: esso è quel mondo in cui non ci si accontenta di una libertà puramente teorica, ma si vuole una libertà nella quale vivere concretamente la propria vita di persone morali e di cittadini. Questa possibilità, il diritto di pretendere la realizzazione della libertà nel tempo, ha un prezzo nella consapevolezza che ci sarà sempre qualcosa di inadeguato tra l'elaborazione teorica (i concetti etici e politici) e la loro realizzazione sul piano dell’effettualità.
L'occhio del concetto. Pensiero e trasparenza della storia in Hegel
BIASUTTI, FRANCO
2002
Abstract
La storia appartiene al momento dell’Eticità, che costituisce l’ultima figura dello Spirito oggettivo: in questo senso essa è il luogo in cui confluiscono e operano tutte le determinazioni della medesima sfera. Lo Spirito oggettivo costituisce una fase della evoluzione dello Spirito, nella quale esso, considerato in tutta l’estensione dei suoi momenti, si presenta ancora come spirito finito. La storia stessa, allora, proprio in quanto figura dello Spirito oggettivo partecipa della struttura ontologica propria di questa sfera e può essere considerata come il punto di massima maturazione a cui può arrivare il finito come tale. Se il mondo storico è il luogo dove lo Spirito si mostra ancora nella sua finitezza, ciò vuol dire, di conseguenza, che la filosofia della storia dà luogo in Hegel necessariamente ad una metafisica del finito e non ad una metafisica dell'assoluto. Essere nella storia significa avere consapevolezza di vivere nell'ambito di un paradosso, quello che costringe a cercare la migliore delle condizioni possibili di vita, sapendo che le situazioni concrete ed empiriche non ne consentiranno la completa realizzazione. Il mondo della storia è il mondo della finitezza proprio perché è variabile e contraddittorio: esso è quel mondo in cui non ci si accontenta di una libertà puramente teorica, ma si vuole una libertà nella quale vivere concretamente la propria vita di persone morali e di cittadini. Questa possibilità, il diritto di pretendere la realizzazione della libertà nel tempo, ha un prezzo nella consapevolezza che ci sarà sempre qualcosa di inadeguato tra l'elaborazione teorica (i concetti etici e politici) e la loro realizzazione sul piano dell’effettualità.Pubblicazioni consigliate
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